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Peep Salvo D’Acquisto, in vendita quasi tutti gli alloggi

Peep Salvo D’Acquisto, in vendita quasi tutti gli alloggi

Via libera della giunta alla quinta delibera di autorizzazione  alla alienazione: ora le case che saranno comprate dai soci  sono 38 su un totale di 42

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Arrivano a quota 38 (su un totale di 42) gli alloggi in vendita ai soci della cooperativa edilizia in liquidazione Salvo D’Acquisto del Peep di via Paolo Borsellino a Modena. Nei giorni scorsi, infatti, la giunta comunale, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, ha approvato la quinta delibera di autorizzazione alla vendita sulla base del provvedimento del Consiglio comunale deliberato nel 2018 per andare incontro alle esigenze delle famiglie di fronte a una gestione societaria in passivo. L’ultima delibera riguarda un solo alloggio (al civico 220, al prezzo di cessione di circa 200mila euro) con un contributo perequativo corrisposto al Comune di 9.300 euro, portando dunque a 38 il totale degli alloggi messi in vendita e a circa 345mila euro il valore complessivo delle entrate per il Comune. A inizio luglio era stato dato il via libera alla vendita dei primi 12 alloggi, qualche settimana dopo ad altri 11, in settembre a dieci e in ottobre a quattro. Si tratta di un’applicazione del nuovo Regolamento per l’edilizia convenzionata e agevolata, che prevede proprio la facoltà di riscatto dal vincolo di destinazione alla locazione, dopo un periodo minimo di quattro anni e se l’alloggio risulta libero al momento della richiesta, a seguito di approvazione comunale e con il pagamento del contributo perequativo pari al 5 per cento del prezzo di vendita massimo di cessione di ciascuna unità abitativa.

Già in occasione della prima delibera, l’assessore Vandelli aveva ricordato come l’intervento del Comune si fosse reso necessario «per le condizioni economiche in cui versava la cooperativa, in seguito a una gestione oggetto anche di azioni giudiziarie. E questo metteva a rischio anche l’investimento e i risparmi delle famiglie che risiedono negli alloggi e che hanno anticipato ai soci promotori della cooperativa forti somme di denaro destinate all’acquisto degli immobili. Consentendo alla cooperativa in liquidazione la vendita dei singoli alloggi a chi vi risiede, si è evitato un ulteriore grave danno patrimoniale per quelle famiglie». —

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