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BioBimat: «Nel bosco ci sono rifiuti Zero vincoli»

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CONCORDIA. BioBimat, la società che vuole realizzare l’impianto di biometano all’ex Kermar, mette in discussione la tutela del boschetto, tra gli ultimi baluardi burocratici di chi si oppone al progetto.

«Quel terreno non è idoneo per la crescita di un bosco, la vegetazione presente non è di pregio, nel sottosuolo sono presenti rifiuti da rimuovere - scrive l’azienda - Una situazione oggettiva e documentata che di fatto supera la questione del vincolo paesaggistico, e imporrà l’obbligo di rimozione. Per avere una zona con una qualità ambientale di pregio, la soluzione è quella proposta e ribadita da BioBimat: piantumare un bosco vero in un’area adiacente, della dimensione equivalente a quella interessata dal progetto per il biometano e adatto alla crescita duratura della vegetazione avendo un sottosuolo agricolo idoneo». Le controdeduzioni sono emerse dalle perizie del dipartimento di Scienze Agroalimentari dell’Università di Udine, incaricato da BioBimat: «L’area studiata non presenta particolari valori botanici e naturalistici», si legge nella perizia.

«I documenti fanno parte delle controdeduzioni presentate a seguito dell’emissione di un parere della Soprintendenza, in base al quale l’area sarebbe soggetta ad un vincolo di tutela ambientale perché la vegetazione presente sarebbe da considerarsi bosco. BioBimat ha chiesto la rivalutazione della posizione della Soprintendenza, sia per lo scarso valore naturalistico della vegetazione, sia per consentire la rimozione dei rifiuti presenti nel sottosuolo».

Nelle controdeduzioni, BioBimat ha anche prodotto due documenti del Comune di Concordia, “del 23 giugno 2016 e dell’11 luglio 2017, in cui il Comune stesso specificava che l’area non era gravata da vincoli”. —



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