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In 500 per poter guidare i bus «Ma alla fine tanti rinunciano»

Stefano Totaro
In 500 per poter guidare i bus «Ma alla fine tanti rinunciano»

Domani le selezioni per il bando di Seta per creare una graduatoria di autisti Rendace, Faisa Cisal: «Paga base bassa, il problema casa e costo della vita alto»

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Domattina alle 9 un esercito di 500 aspiranti autisti di autobus e corriere si siederà tra i banchi della polisportiva Gino Pini e inizierà le grandi manovre, prima teoriche poi pratiche, per conquistare un posto di lavoro. A chiamarli al volante l’azienda Seta che con questo nuovo concorso per “operatori di servizio” intende coprire gli spazi vacanti da rinunce o pensionamenti.

In pratica si tratta di formare una graduatoria, creare u n serbatoio di nuovi autisti che, nel territorio di Modena, Reggio e Piacenza, potranno essere chiamati occorrenza, di solito nell’arco di un anno perchè in media c’è un ricambio di uno, due autisti ogni mesi. «Questo avviene - spiega Giuseppe Rendace, segretario della Faisa Cisal - perché, nella maggior parte dei casi, ci sono parecchie rinunce. I neo assunti dopo un anno, massimo un anno e mezzo alzano bandiera bianca. Il salario base è di mille, milleduecento euro al mese, i turni e gli orari non sono certo leggeri e poi c’è il problema della casa: un affitto si mangia tutto il guadagno. A conti fatti meglio rinunciare. Tanti arrivano speranzosi da tutta Italia, dal Sud i particolare, e ci provano anche perchè, per arrivare a fare l'autista, già hanno speso come minimo 5mila euro per effettuare corsi necessari al conseguimento dell'apposito certificato obbligatorio».

Infatti per candidarsi alla selezione sono richiesti, oltre alla licenza di scuola media inferiore, il possesso di patente D e della Carta di qualificazione del conducente (Cqc). Ed è per questo che si spendono i 5mila euro. La procedura di selezione attivata da Seta sarà articolata in due prove d’esame: la prima prova è di teoria, con un test scritto inerente le norme della circolazione stradale, la conoscenza dei mezzi, delle norme antinfortunistiche e di sicurezza sul lavoro. I candidati che supereranno questa prima fase dovranno poi cimentarsi in una prova di guida dei bus, articolata in diverse fasi (in piazzale e /o in linea, su percorsi urbani ed extraurbani) e comprendente anche la verifica pratica delle competenze meccaniche di base. Poi in marzo, finite tutte le prove, verrà stilata una graduatoria dalla quale Seta attingerà i nomi dei candidati idonei all’assunzione, con i quali sarà instaurato un rapporto di lavoro subordinato secondo quanto disposto dal vigente Contratto Collettivo Nazionale di categoria. «Ogni aspirante autista - scrive Seta in una nota - potrà richiedere di essere assegnato ad una o più delle province in cui Seta esercita il proprio servizio. Sarà poi l’azienda a distribuire le assunzioni, contemperando le diverse esigenze territoriali con le preferenze espresse dai candidati».

«Alla fine - spiega Rendace - solitamente si crea una selezione di centoventi persone. Queste restano in stand by, in attesa di una convocazione, ma il numero progressivamente si riduce della metà. Ne restano circa sessanta, perchè nel frattempo c’è chi ha trovato un altro impiego o chi ha rinunciato prima ancora di cominciare, considerando l’alto costo della vita dalle nostre parti. Tanti arrivano per il concorso appoggiandosi ad amici o parenti che vivono già qui e ben presto fanno due conti su entrate ed uscite. Ho notato negli ultimi tempi un progressivo aumento di concorrenti venuti dall’Emilia e anche qui varie rinunce». —



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