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L’Azienda prende tempo: «Una spesa così elevata non sembra legittima»

GIB

«”Le complicanze” non dovrebbero gravare né su di noi né sulla paziente. Faremo ancora verifiche: è un caso unico»

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È passato un anno ormai dall’intervento di Sara e ovviamente «la vicenda ci è ben nota», sottolinea l’Ausl di Modena.

«Stiamo valutando - prosegue l’Azienda - tutti gli aspetti legati alla particolarità del caso, valutazione che richiede purtroppo un tempo non breve di approfondimento. L’intenzione non è in alcun modo quella di lasciare sola la famiglia, bensì di operare in assoluta certezza e regolarità rispetto a tutti gli atti da compiere al fine di giungere alla conclusione del contradditorio».

Il nodo principale, secondo l’Ausl, sta nella cifra che si è gonfiata nelle settimane: «Il caso è pressoché unico nel suo genere per l’entità dell’importo richiesto dalla struttura statunitense in due tempi: il primo preventivato e relativo ai costi dell’intervento chirurgico (183mila euro, ndr) ed il secondo del tutto inaspettato (totale di circa un milione, ndr) per un sensibile incremento relativo a complicanze verificatesi nel decorso post-operatorio. Se è vero che il modello sanitario Usa è del tutto lontano da quello italiano o europeo e che i costi non sono assolutamente paragonabili, è altrettanto vero che non pare legittimo far gravare sull’assistito, o sull’ente tenuto al rimborso, una spesa così elevata “per complicanze”».

E quindi l’Azienda intende studiare ancora a fondo la questione: «Pur di fronte all’imprevedibilità di dette complicanze e dei relativi costi per la loro risoluzione e pur tenuto conto dell’altissima specializzazione della struttura, il costo elevatissimo delle procedure effettuate rispetto agli standard italiani - per analoga tipologia di assistenza - impone all’Azienda un accurato esame degli atti relativi all’iter autorizzativo: rispetto ad esso l’Ausl, di concerto con la Regione e con il Centro di riferimento regionale (Parma, ndr) che ha rilasciato l’autorizzazione, sta effettuando tutti gli approfondimenti necessari per chiarire i ruoli e le posizioni degli enti coinvolti, in ottemperanza alla normativa che disciplina la fruizione di prestazioni all’estero presso centri di altissima specializzazione (D.M. Ministero della Sanità 3.11.1989)».

L’Azienda, in sostanza, visto l’ammontare della cifra intende prendersi tutto il tempo necessario onde evitare un danno per il sistema sanitario pubblico: «L’entità del pagamento impone dunque all’Ausl, in quanto azienda pubblica, di verificare l’assoluta correttezza dell’intero iter anche a fronte di eventuale organi terzi di controllo, in ordine ad eventuale responsabilità erariale, vale a dire responsabilità amministrativo-contabile di chi concretamente agisce per conto della pubblica amministrazione. A fronte di tutto ciò l’Ausl ribadisce che garantirà tutto l’impegno e il supporto possibile affinché la paziente non rimanga priva di tutela nella complessa vicenda che la coinvolge». —

GIB

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