Gazzetta di Modena

Modena

«L’ospedale che l’ha operata è un’eccellenza senza eguali»

GIB
«L’ospedale che l’ha operata è un’eccellenza senza eguali»

Alinovi «La Mayo Clinic ha salvato mio figlio e altri bambini italiani Le Ausl hanno sempre pagato e anche in questo caso deve farlo» 

2 MINUTI DI LETTURA





l’intervista

«La Mayo Clinic è più di un’eccellenza medica, è un qualcosa che noi in Italia fatichiamo a immaginare: un colosso con 25mila dipendenti».

Giovanni Alinovi è il presidente dell’Associazione Bambino Cardiopatico (Abc) di Parma che da oltre trent’anni aiuta le famiglie con figli cardiopatici e ovviamente è anche al fianco di quella di Sara. Quando parla del centro Usa lo fa con enorme stima, anche suo figlio è stato operato lì: «Ma nel mio caso - prosegue - anche se parliamo di cifre inferiori rispetto a quelle di Sara, l’Ausl non ha posto problemi. Ha pagato. L’atteggiamento attuale dell’Azienda di Modena è inspiegabile. Vogliamo risposte chiare».

«In Italia - sottolinea Alinovi - la cardiochirurgia è cresciuta molto negli ultimi trent’anni, con centri eccellenti come il Sant’Orsola di Bologna, il Policlinico di San Donato Milanese e il Bambin Gesù di Roma. Ma dal 1985, ovvero da quando la nostra associazione esiste, una ventina di famiglie sono state costrette ad andare all’estero: alcune a Londra, ma la maggior parte alla Mayo Clinic e non per caso. Qui hanno ricevuto cure che in Italia erano solo immaginabili e sono state tutte rimborsate grazie al decreto ministeriale del 1989 che oggi viene negato a Sara. D’altronde quei costi che sembrano enormi sono gli stessi che vengono pagati negli ospedali italiani. Mi spiego meglio: se Sara fosse stata operata a Milano, l’Asl di Modena avrebbe dovuto elargire il pagamento a quella in cui si è svolto l’intervento. E parliamo di cifre simili».

Ci si potrebbe chiedere del perché di un legame così stretto tra l’ospedale di Rochester e quello di Parma: negli anni ’50 il dottor Giancarlo Rastelli dopo la laurea a Parma si recò alla Mayo Clinic per la specializzazione e lì venne assunto. Rastelli è anche colui che inventò le procedure che prendono il suo nome e tuttora sono studiate e che nei decine hanno salvato la vita a tantissimi bambini cardiopatici. Nel 1970 Rastelli, all’età di 39 anni, morì per un tumore. Da allora il filo tra Rochester e Parma non si è mai interrotto. Un filo a cui Sara si è aggrappata e che le ha permesso di sopravvivere. —

GIB

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google