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Porte chiuse in Rocca, via guide e direttrice

Saverio Cioce
Porte chiuse in Rocca, via guide e direttrice

La Fondazione di Vignola ha tagliato i fondi. Il Comune per ora dirotta i visitatori che chiedono info all’Ufficio Sport

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Porte chiuse al Punto Informativo di Vignola. Con una decisione comunicata al sindaco pochi giorni prima di Capodanno la presidente della Fondazione di Vignola, Carmen Vandelli, ha fatto sapere che dai primi di gennaio non ci sarebbero più stati finanziamenti per l’unica dipendente a tempo pieno, Patrizia Pesci, nè per gli altri della coop sociale Eccetera che garantivano l’assistenza ai visitatori durante i sabati e le domeniche.

La notizia è arrivata sul tavolo del sindaco Pelloni come un fulmine a ciel sereno , anche perchè in tanti anni la garanzia della Fondazione per l’apertura del monumento non è mai venuta meno, vista anche la spesa contenuta e l’importanza per la cittadina.

Ora visitatori e turisti che bussano alle porte della Rocca trovano un cartello che li indirizza a un’altra sede, a mezzo chilometro di distanza, presso l’Ufficio Sport, a Villa Trenti, dove due impiegati si alternano nel fornire l’assistenza indispensabile, le informazioni di servizio.

Un disservizio pesante per il turismo vignolese, fatto di tante manifestazioni, a cavallo com’è della Valle del Panaro e tra Modena e Bologna.

Da una parte infatti Il Punto Informativo garantiva visite guidate a un castello le cui origini risalgono al Medioevo e che nei secoli è stato dominio degli Estensi prima di diventare patrimonio di famiglie nobili e poi sede di uffici pubblici, nell’Ottocento.

Dall’altro, grazie anche ai fondi pubblici e a quelli della Fondazione, i cinque piani del castello sono diventati il salotto della città e il motore culturale che ha ospitato rassegne, mostre, incontri culturali di alto livello. Oltre a essere, ovviamente, un centro monumentale visitato da migliaia di visitatori.

Da questo punto di vista una struttura dedicata al turismo era ottimale, anche per le piccole dimensioni, a servizio di tutto il territorio e a cui anche il Comune contribuiva con 10 mila euro all’anno.

Ma come si è arrivati a una scelta di questa portata che toglie una struttura di servizio a poca distanza da Pasqua e dalla primavera? Sarà una scelta reversibile? Su questo i diretti interessati preferiscono mantenere il silenzio.

«Stiamo provvedendo, assieme al Comune e a tutti gli interessati, per garantire al più presto la continuità del servizio - promette il presidente della Proloco, Roberto Carcangiu - Non è pensabile privarsi di guide in grado di fornire notizie sulle eccellenze del terririo, a cominciare dal nostro castello». —

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