Seimila compratori per oltre 550 brand ma comandano i russi
A Firenze conclusa la novantesima edizione del salone internazionale Quest’anno presenze in leggero calo da una sessantina di Paesi
Maria Vittoria Melchioni
Il mondo del childrenswear si è dato appuntamento a Firenze dal 16 al 18 gennaio per la novantesima edizione di Pitti Bimbo, il salone internazionale del childrenswear, piattaforma di riferimento per presentare le nuove tendenze del lifestyle legate alla moda dei più piccoli.
Un’edizione un po’ sottotono che ha seguito l’andamento della precedente dedicata all’uomo, con un lievissimo segno meno per quello che riguarda le presenze. Oltre 550 i brand in esposizione, dei quali 356 provenienti dall’estero (64% del totale) e 149 marchi tra nomi nuovi e rientri. Le stime, a poche ore dalla chiusura, parlano di circa 6000 compratori arrivati da 60 Paesi stranieri con la Russia che, complice il calo del rublo, giuda la classifica dei mercati seguita da Spagna, Gran Bretagna, Germania, Turchia, Belgio, Francia, Cina, Olanda, Ucraina, Grecia, Stati Uniti, Corea, Portogallo, Kuwait, Polonia, Giappone con Austria ed Emirati Arabi come fanalini di coda. Diviso in dieci sezioni (The kid’s lab -KidzFizz, The Nest, EcoEthic, Kid’s Evolution- Apartment, Pitti Bimbo, Fancy Room, Sport Generation, SuperStreet, Fashion at Work) lo spazio espositivo di 47.000 metri quadrati è stato animato dalla grande energia dei tantissimi baby modelli che hanno dato vita a presentazioni e sfilate. Dopo i fallimenti dei grandi colossi carpigiani del kidswear, i brand del nostro distretto erano solamente sei. Tra essi, Twinset Girl che per la prossima stagione Autunno Inverno 2020 ci invita ad intraprendere un viaggio all’interno della storia del brand, attraverso gli archetipi che ne hanno segnato il percorso. La proposta Mini Me si arricchisce di tessuti preziosi con delicate nuance e stampe floreali che conquistano da sempre mamma e figlia. È una collezione dalle molteplici sfaccettature: l’utilizzo sapiente della maglieria si mescola ai tessuti più tecnici dei piumini e dei maxi pantaloni in vinile, alternati a denim e confortevoli jersey in lurex declinati in modelli passe par tout. Una collezione che indaga nuovi tessuti di matrice italiana come ad esempio lo jacquard floreale che con la sua struttura sostenuta ma delicata consente la realizzazione di forme statiche e moderne che vanno ad affiancare le tradizionali linee morbide e fluttuanti. La linea Baby completa la collezione reinterpretando gli stessi materiali, colori e ispirazioni del mondo junior in una proposta altrettanto elegante variegata dedicata alle bambine dai 2 ai 6 anni. L’ispirazione creativa di Gaudi’ proviene da quella parte della società italiana che sprigiona le sue caratteristiche di dinamicità, moda e vivacità. Con il concetto della “moda all’avanguardia e il gusto eccellente” come filo conduttore delle sue creazioni, riesce a creare questo stile semplice e naturale. Le collezioni sono pensate per accompagnare i bimbi nella quotidianità delle giornate. —
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