Gazzetta di Modena

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I modenesi e l’ambiente: c’è consapevolezza ma l’auto è irrinunciabile

Luca Gardinale

I risultati della seconda parte dell'Osservatorio via Emilia: 710 cittadini intervistati  sul rapporto tra riscaldamento globale e comportamenti individuali di ogni giorno

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La consapevolezza della gravità della situazione c’è tutta, come del resto c’è la convinzione che si potrebbe fare di più: potrebbero fare di più i governi, prima di tutto, ma anche i cittadini stessi. Se però si tocca la macchina, con una serie di misure restrittive per portare le persone a lasciare l’auto privata in garage, allora… parliamone, perché le cose potrebbero non essere così semplici. Lo pensano i modenesi, o meglio i 710 nostri concittadini che fanno parte del campione intervistato nella seconda metà del novembre scorso per l’Osservatorio via Emilia, l’indagine commissionata ogni anno dalla Fondazione Mario Del Monte allo studio Mv del sociologo modenese Vittorio Martinelli. Un’indagine che per questa edizione è dedicata all’ambiente, e divisa in tre parti: la prima si concentra su “ambiente e priorità”, la seconda su “ambiente e comportamenti individuali”, la terza su “Modena e ambiente, centro storico”. E dopo aver presentato la prima parte a dicembre, oggi siamo in grado di illustrare la seconda, quella dedicata al rapporto tra la situazione ambientale e i comportamenti messi in pratica dai modenesi. Nella prima domanda posta agli intervistati, i ricercatori dell’Osservatorio hanno chiesto ai modenesi su chi ricadano le possibili soluzioni ai problemi ambientali. E se un tempo molti cittadini avrebbero scelto l’opzione “economia e sistema produttivo”, oggi questa risposta è solo al terzo posto (21% degli intervistati). I modenesi sono invece convinti che le possibilità di cambiare la situazione dipendano prima di tutto dalle decisioni dei governi (41% delle risposte), anche se i comportamenti delle persone (36%) restano molto importanti. Interessante l’analisi delle risposte date dai cittadini rapportata all’area di residenza: anche non ci sono grossi scostamenti, l’Osservatorio rileva una maggiore rilevanza data al fattore “comportamenti delle persone” nella zona di Modena est, mentre i cittadini della Madonnina sono decisamente più convinti che il fattore principale resti quello relativo alle decisioni dei governi. Una risposta sulla quale probabilmente incide il problema vissuto in questi anni dai residenti, ovvero quello delle emissioni e degli odori delle Fonderie di via Zarlati. A dare particolarmente peso al fattore “economia e sistema produttivo” sono invece i residenti della Bruciata, che sono anche quelli che attribuiscono il peso minore ai comportamenti delle persone. Passando alle altre domande, un quesito particolarmente interessante riguarda le auto: agli intervistati è stato chiesto se siano d’accordo sull’opportunità di introdurre alcune misure per disincentivare l’uso della macchina, dall’aumento del costo dei parcheggi al restringimento delle carreggiate a favore delle piste ciclabili. Ebbene, i modenesi si dicono sostanzialmente d’accordo con questa possibilità, ma… senza esagerare: il voto medio rilevato è di 6,1 su 10, con il 38,9% dei modenesi che ha dato un voto compreso tra 8 e 10 (il che significa che sono molto d’accordo sull’opportunità di introdurre misure che rendano l’utilizzo dell’auto poco vantaggioso), ma allo stesso tempo il 37,4% degli intervistati ha dato un voto compreso tra 1 e 5, e dunque non è d’accordo sulle misure restrittive per le macchine. —



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