Il Bar Manà raddoppia e cambia look Un nuovo ristorante negli spazi comunali
Marco Bassi racconta uno dei locali più noti del centro storico: due mesi di chiusura, poi la grande scommessa
la storia
Il bar Manà si rinnova. E diventa ristorante. I lavori sono previsti a febbraio e marzo. Due mesi di chiusura, poi ad aprile l’inaugurazione ...2.0. Le cene rappresentano una delle novità attese dai clienti. Vi saranno piatti tipici del made in Modena sia al tavolo sia al bancone. Così, quello che è uno dei bar più frequentati del centro, diventerà anche un vero e proprio ristorante con spazi più allargati all’insegna dell’accoglienza storica. Un nuovo ristorante in uno spazio comunale, sotto il Municipio e a due passi dalla Ghirlandina.
Un’attività storica che guarda però al futuro, come confermato da Marco Bassi. È il titolare del locale assieme ai “due Matteo”. Niente di politico, beninteso. L’uno è il fratello con cui ha rilevato l’attività sette anni fa; l’altro è il socio più recente, Matteo Russo. «Famiglia» è un concetto che Bassi ribadisce più volte. I primi ringraziamenti per il successo li tributa «alle nostre famiglie, che ci hanno supportato tanto».
Le difficoltà sono legate soprattutto al primo periodo, quando il titolare ha fatto ritorno con il fratello nell’attività in cui aveva già lavorato per nove anni in precedenza. «Per diversi anni abbiamo dovuto sudare parecchio – riconosce il titolare – e trascorrere al bar anche 18-20 ore. Così non abbiamo dedicato alle nostre famiglie il tempo che avrebbero meritato».
Il secondo «grazie» è rivolto al Comune. «Non vorrei che sembrasse una sviolinata, ma quando abbiamo avuto bisogno ci sono sempre stati – prosegue Marco Bassi – e come padroni di casa posso semplicemente ringraziarli. Se sto ancora nel locale e sto investendo per il futuro lo devo anche a loro».
Non è un ringraziamento formale. «Il locale è del Comune e stiamo cercando di creare una sinergia – specifica il componente del “triumvirato” alla guida –. Con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli abbiamo costruito un ottimo rapporto, c’è rispetto e amicizia».
Una famiglia in senso lato s’è creata con i clienti. «Il nostro cliente tipo spazia dal ragazzo di 18-19 anni che prende il caffè e poi torna in aperitivo all’avvocato – illustra Marco Bassi –. Il target è medio-alto. Al mattino si può trovare l’anziano, che magari ci ha seguito in tutti i bar in cui sono stato. Diventa un amico, non è più un cliente. Abbiamo selezionato con il tempo una bella gente, educata, che sa stare sul posto: non è così scontato».
Si tratta di una scelta etica: «Non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema perché quando le persone sono su di giri smettiamo di servir loro da bere – garantisce il titolare – Anche questa è selezione». I clienti sono anche stranieri. «I turisti sono molti – dichiara Marco Bassi – e ultimamente sono più inglesi e spagnoli. Con la nuova apertura mi piacerebbe tenere un “corner” con prodotti tipici, come aceto balsamico e lambrusco». Tradizionale si annuncia la cucina alla sera. «Manterremo le colazioni e il pranzo, ma andremo a migliorare il nostro mestiere. La cucina è affidata allo chef Ranieri Madonna. Ha avuto un’esperienza in Spagna a Tenerife ed è con noi già da un anno». Nel progetto la cucina sostituirà il soppalco. Il bancone sarà ridotto e lascerà lo spazio a un corridoio per il bagno. Dall’altra parte, la caffetteria. «All’interno avremo tra i 24 e i 28 posti a sedere – chiude Marco Bassi – poi lo spazio esterno rimarrà». —
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