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LO SFORZO PERSONALE LOTTA CONTRO I DUBBI

LO SFORZO PERSONALE LOTTA CONTRO I DUBBI

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In una rilevazione dell’Osservatorio via Emilia della Fondazione Del Monte (febbraio 2018) ad un campione di cittadini modenesi è stato chiesto di dichiarare la propria sensibilità ai temi dell’ambiente e successivamente di auto valutare i comportamenti quotidiani per grado di attenzione ambientale; entrambe le valutazioni sono state rilevate con un voto da 1 a 10: la valutazione media della propria sensibilità ambientale è risultata pari a 8 e l’autovalutazione dei propri comportamenti quotidiani è 7,6. Dunque i modenesi affermano di avere una elevata sensibilità ambientale e dichiarano coerenza tra sensibilità e comportamenti, al più con qualche comportamento che potrebbe migliorare.

In questa rilevazione (novembre 2019) emerge come i comportamenti delle persone sono ritenuti particolarmente importanti per la soluzione dei problemi ambientali, meno, ma di poco, rispetto alle decisioni dei governi ma decisamente più importanti rispetto all’economia e al sistema produttivo. C’è la continuità nell’ “atteggiamento del fare” di fronte ad un problema, che è caratteristica dell’Emilia-Romagna, vocata più all’agire pratico che all’elaborazione speculativa; dunque il problema ambientale richiede comportamenti concreti e conseguenti.

Ma c’è un cambiamento rispetto al passato: al sistema produttivo viene attribuita una responsabilità nella soluzione dei problemi ambientali inferiore a quella dei governi e dei comportamenti individuali. Meno ideologico il giudizio, più evidente che i modi (tipologie e quantità) della produzione sono diversi rispetto a qualche decennio scorso, e infine che le leggi dei governi possono in parte regolare il modo di agire ambientale dell’apparato produttivo.

Tornando al comportamento quotidiano dei cittadini (quel potrei fare di più) esso risulta frenato dalla mancanza di tempo (ad esempio per la differenziata o per l’utilizzo del trasporto pubblico) e dal costo di alcune scelte (si pensi anche solo all’efficientamento energetico della propria abitazione) ma anche dai dubbi sull’utilità dell’impegno quotidiano. È come se da un lato fosse acquisita la necessità di un impegno personale e quotidiano, ma dall’altro permanessero dubbi su azioni che si fatica a quantificare nella ricaduta ambientale (si pensi alla raccolta differenziata), e dubbi sull’efficacia delle misure adottate (si pensi alle limitazioni al traffico).

Rimane infine irrisolto il dibattito su quali modalità utilizzare per far fronte all’allarme ambientale: introdurre regole che premiano o penalizzano i comportamenti oppure procedere con un lavoro necessariamente lungo culturale e di educazione. Tra “convinzione e costrizione” sembra non esserci una scelta ma piuttosto l’utilizzo di entrambi gli strumenti, come a dire siamo pronti a cambiare i nostri comportamenti, ma con calma, con l’informazione e la convinzione necessarie. —

*sociologo e curatore della ricerca

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