Morte al Parco Amendola: il giro senza ritorno del 96enne
Corpo ripescato nelle acque sabato sera: si ipotizza un suicidio L’anziano era partito dal Ramazzini verso un luogo pieno di ricordi
LA STORIA
È probabilmente un suicidio la causa del decesso dell’anziano ritrovato morto sabato sera da uno dei due laghetti del Parco Amendola. E’ l’ipotesi per ora prevalente ma la Procura ha avviato un’indagine dovuta per chiarire cosa sia successo nelle ultime ore del 96enne modenese che si era allontanato dal centro per anziani Ramazzini di via Luosi. A riconoscerlo è stato, poche ore dopo il ritrovamento, un nipote al quale era particolarmente legato e che potrebbe aver visitato prima del suo gesto. Secondo una prima ricostruzione, pare accertato che il 96enne fosse ospite da due anni della struttura per pensionati non autosufficienti e che già altre volte si era allontanato per giri lunghi. Ma sempre avvertendo il personale che lo accudiva. Invece sabato pomeriggio alle 16.30 non si è presentato per la merenda. Lo hanno cercato. Si è capito che non aveva detto a nessuno dove si trovava e che non se si era allontanato non era per il solito giretto. Un presentimento drammatico ha spinto il personale del Ramazzini ad avvisare prima gli assistenti sociali del Comune, poi la polizia municipale e infine la Questura e la Prefettura. Poco dopo sono iniziate le ricerche per trovarlo ma senza esito. Intorno alle 20 un passante al parco Amendola ha notato un corpo che galleggiava nelle acque di un laghetto. Sono stati chiamati i vigili del fuoco che hanno recuperato il corpo caricandolo su un gommone.
Ma perché si trovava proprio lì, ad alcuni chilometri di distanza dal Ramazzini? Gli accertamenti hanno chiarito che un tempo il pensionato aveva abitato proprio nei paraggi del Parco Amendola e che non solo conosceva molto bene quei posti ma era anche molto affezionato a quei laghetti dove ha trascorso tanto tempo e frequentava i suoi amici e conoscenti. Di qui la decisione di lasciare il Ramazzini e a piedi, spingendo il deambulatore poi trovato alla sponda del laghetto, è arrivato piano piano lì. «L’ho aiutato ad attraversare la strada verso le 18.45 - racconta un ex poliziotto che abita nei paraggi - era gentile, sembrava sereno. Mi è molto difficile pensare che volesse togliersi la vita». —
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