Gazzetta di Modena

Modena

l’intervista 

«Inquinamento, per cambiare bisogna fare scelte drastiche»

Luca Gardinale
«Inquinamento, per cambiare bisogna fare scelte drastiche»

Grazia Ghermandi, docente di Ingegneria sanitaria ambientale all’Unimore, sulle difficoltà dei modenesi nell’adottare comportamenti virtuosi  

3 MINUTI DI LETTURA







Comprende le perplessità dei modenesi intervistati, ma pensa anche che sia necessario fare qualcosa di più a livello collettivo. Del resto, il dato di partenza è estremamente preoccupante: l’inquinamento atmosferico è la seconda causa di morte (dopo il fumo) per malattie non trasmissibili. Grazia Ghermandi, professore ordinario di Ingegneria Sanitaria Ambientale al Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, commenta così i risultati dell’indagine dell’Osservatorio via Emilia sul rapporto tra modenesi e ambiente. Un lavoro (commissionato dalla Fondazione Mario Del Monte) che ha coinvolto 710 modenesi, che hanno mostrato di essere pienamente a conoscenza della difficile situazione ambientale di oggi, ma allo stesso tempo sono perplessi davanti all’opportunità di introdurre misure per disincentivare l’uso dell’auto privata.

Professoressa Ghermandi, i modenesi sono consapevoli del problema ambientale, ma non sembrano propensi a lasciare la macchina in garage…

«E’ una posizione comprensibile, perché le necessità quotidiane finiscono per incidere notevolmente sulle opinioni. Detto questo, ci vorrebbe una maggior consapevolezza anche degli effetti dell’inquinamento atmosferico sull’uomo, che oggi rappresenta la seconda causa di morte per malattie non trasmissibili dopo il fumo. Un dato che ci deve fare riflettere, e deve portarci a cambiare le nostre abitudini, anche se le misure più efficaci non sono quelle individuali, ma quelle decise e messe in pratica a livello collettivo».

Tanti modenesi ammettono anche di non fare abbastanza per dal punto di vista dei comportamenti virtuosi per l’ambiente perché i dubbi sull’utilità di questi sforzi sono parecchi…

«Anche questa risposta è comprensibile. Insomma, se pensiamo ai gas serra e teniamo conto che ci sono dei colossi internazionali il cui atteggiamento non è altrettanto consapevole, ci sta avere dei dubbi sull’utilità dei piccoli comportamenti quotidiani, come lasciare l’auto in garage. Va però detto che se tutti usassimo di più la bicicletta, le nostre gambe o i mezzi pubblici, l’effetto sulle concentrazioni di ossidi di azoto sarebbe concreto».

Nel frattempo, per la Pianura Padana, e in particolare per Modena, il 2020 è iniziato in maniera disastrosa dal punto di vista degli sforamenti.

«Purtroppo viviamo in un’area fra le più inquinate in Europa per concentrazione di ossidi di azoto, polveri sottili e anche ozono. E questo nonostante gli sforzi fatti per il contenimento delle emissioni inquinanti e la riduzione di esse rispetto al passato: in questa regione concorrono diversi fattori ben conosciuti, dalla climatologia alla scarsa ventosità e alla morfologia, che ostacolano il ricambio delle masse d’aria e non permettono di ottenere benefici immediati.

Tornando ai gas serra, che sono inquinanti globali, il problema è ancora più complesso: anche quando si raggiungesse l’auspicato livello zero di emissioni antropogeniche globali nette di CO2, gli effetti sulla temperatura si manifesterebbero nel tempo necessario al sistemo climatico per stabilizzarsi».

Tornando alle auto, Regione e Comuni cercano di contenere gli sforamenti delle Pm10 limitando il parco auto circolanti, a partire dai mezzi a gasolio: lei pensa che oggi abbia ancora senso insistere su questa strada?

«Semplicemente, vista la situazione presente, penso che valga la pena di portare avanti provvedimenti per ridurre l’utilizzo dei mezzi personali: qualsiasi iniziativa che vada in questa direzione, insomma, è utile. Bisogna essere consapevoli del fatto che, per incidere sull’inquinamento atmosferico da traffico veicolare, si impongono modifiche importanti dello stile di vita. E per essere efficaci, misure ed iniziative devono essere applicate e sostenute dalla collettività». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google