Morselli, addio in musica Il figlio: «Ho ripreso a suonare in suo onore»
«Grazie, papà, per l’altruismo, la gioia di vivere, la tua capacità di socializzare e quell’amore per la musica: io ho ripreso a suonare grazie ai valori che mi hai trasmesso tu». Con queste parole commosse, Massimo Morselli ha salutato il padre Benito, 87 anni, al funerale che ieri mattina si è composto di più tappe: dalla camera ardente del Ramazzini, alla stazione dei treni, per poi partire con un corteo a piedi fino al cimitero urbano. Qui, musicisti della banda cittadina, di cui era maestro e faceva parte, a Carpi e Soliera, compagni di fanfara, e altri musicisti hanno creato un’orchestra estemporanea per Benito Morselli, conosciutissimo per avere trasmesso la passione per le sette note e gli strumenti a tantissimi a Carpi, e per la sua Macelleria equina in via Matteotti.
Tra i presenti Enrico Campedelli, Andrea Artioli, Cesare Galantini i musicisti Massimo Artioli, Andrea Gandolfi ed Enrico Guastalla dei “Ladri di biciclette”. Fra le canzoni intonate: Va pensiero, Flick Flock, la marcia dei bersaglieri, per concludere con “Con te partirò”, eseguita dal figlio Massimo che ha suonato il trombone, tra le lacrime dei presenti. Al termine dell’esibizione si è levato al cielo un emozionato applauso spontaneo.
«Mio padre era promotore di attività sociali che davano molta gioia, come la musica - racconta Massimo Morselli - Questa sua passione traspariva in ogni momento e il migliore regalo che potessi fargli è quello di riprendere a suonare. In passato ho suonato in diversi complessi, come i “Ladri di biciclette” e in un gruppo di supporto a Vasco, e in numerose occasioni, come la festa della Fenice a Venezia, poi ho smesso quando sono arrivati i bambini. Ma ora, a Cervia, dove mi sono trasferito, ho ripreso. E cerco di insegnare ai miei figli che la musica porta gioia. Nel nome di mio padre, che era una persona di quelle di una volta, mi ha inculcato valori profondi. E rispettava moltissimo mia mamma, Loredana Dessanti, artigiana, proprietaria con la sorella di una stireria per i pronto moda locali. Mia madre, poi, affiancò mio padre alla guida della Macelleria equina fino ai primi 2000». —
S.A.
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