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casi anche a modena 

Permessi di soggiorno ottenuti illegalmente Arrestato un avvocato

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Un avvocato 39enne del foro di Bologna, Fabio Loscerbo, è stato arrestato dalla polizia insieme a un complice tunisino con l'accusa di avere messo in piedi un “giro” di permessi di soggiorno ottenuti in modo illecito. Permessi poi ottenuti in varie questure della nostra regione e tra queste anche a Modena. Entrambi gli indagati sono finiti ai domiciliari per i reati di falso ideologico in atto pubblico per induzione in errore, contraffazione e utilizzo di documenti al fine di determinare il rilascio del permesso di soggiorno e favoreggiamento della permanenza in clandestinità nel territorio dello Stato. L’indagine della Mobile bolognese, che vede indagate in tutto 41 persone, ha preso avvio nel giugno 2018 da segnalazioni provenienti dall'Ufficio Immigrazione della Questura di Bologna, che aveva registrato un deciso aumento delle domande di protezione internazionale, avanzate anche da cittadini stranieri che dimoravano in Italia da diverso tempo ma privi di un regolare permesso di soggiorno. Dagli accertamenti si scoperto che gli assistiti dal legale risultavano aver fittiziamente trasferito il loro domicilio nel Bolognese per poter presentare istanza alla Questura. Gli stranieri richiedenti asilo, come dagli stessi dichiarato, non avevano mai effettivamente domiciliato presso le abitazioni dei soggetti che avevano sottoscritto, dietro compenso, le dichiarazioni di ospitalità in loro favore, ed entrambe le parti, consapevoli di tale circostanza, producevano documentazione falsa per ottenere il permesso di soggiorno. In questo scenario emerso il ruolo di “collettore” svolto dall'avvocato che risulta aver avanzato, nel solo 2018, oltre 800 istanze di fissazione di appuntamento per stranieri richiedenti protezione internazionale, provenienti da varie parti d’Italia. All’interno delle diverse comunità di stranieri si era sparsa la voce che bastava rivolgersi all'avvocato di Bologna per ottenere agevolmente un permesso di soggiorno. E le indagini hanno fatto emergere che “dopo un primo contatto telefonico gli stranieri ottenevano un appuntamento nello studio legale di Bologna, dove si concludeva l'accordo con il pagamento di un primo acconto e la fissazione di un appuntamento in questura a Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Modena o Rimini”. Questo perchè il legale “vantava di gestire la fissazione degli appuntamenti - si legge nella nota della questura bolognese - tra le diverse questure a seconda di quella che, a suo dire, in determinati momenti storici sembrava fare controlli più o meno approfonditi sui documenti”. —

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