«Poche risorse, niente più fondi al Pit»
Vandelli: «La promozione della città spetta al Comune». Il sindaco: «Per ora soluzione provvisoria, a febbraio il piano»
Le risorse della Fondazione di Vignola si sono talmente assottigliate che è stato necessario ridurre i contributi a livello locale e di qui è scaturita la scelta di tagliare i contributi al Pit, il Punto Informativo Turistico, già gestito per sei anni in convenzione con il Comune. È questa in estrema sintesi la linea della Fondazione di Vignola così come comunicata ieri con una nota dalla presidente della stessa Fondazione, Carmen Vandelli. «In un periodo di minori risorse derivanti dagli investimenti - spiega la Fondazione - il Consiglio di Indirizzo ha approvato a fine ottobre 2019 il “Piano Programmatico Pluriennale 2020-2022”, in cui ha privilegiato quei settori nei quali la Fondazione ha storicamente svolto i suoi compiti erogativi, in particolare per la valorizzazione della Rocca». «In parallelo - continua - l’analisi condotta ha evidenziato una significativa riduzione delle riserve istituzionali, tale da mettere a rischio anche la capacità erogativa dell’Ente nel breve e medio termine. La Fondazione, negli ultimi sei anni, avendo tra i settori di intervento quello dello “sviluppo locale” ha gestito il Punto Informativo Turistico (Pit) tramite convenzione col Comune, unico titolare dell’attività di promozione turistica. Il compito del Pit era di dare informazioni turistiche. Il nostro ente non può più gestirlo. La Fondazione, per legge, persegue scopi di utilità, promozione e sviluppo sociale ma non può sostituirsi in compiti attribuiti dalla legge ai Comuni». «La gestione ordinaria è sempre stata a carico della Fondazione. Attualmente l’ apertura è gratuita, garantita con tre dipendenti a tempo pieno, da martedì a domenica».
«Abbiamo preso atto della decisione della Fondazione - spiega il sindaco Simone Pelloni - A metà dicembre abbiamo votato col Pd, nel documento allegato al bilancio, un emendamento in cui il Comune s’impegnava a dare continuità alle iniziative in campo turistico nell’ambito dell’Unione Terre di Castelli. Assieme agli altri colleghi sindaci dovremo mettere insieme progetti snelli ma operativi per permettere di visitare le eccellenze del territorio trovando risposte adeguate. i fondi? Ci muoviamo nell’ottica della tradizione, con la Regione e il cosiddetto Iat diffuso. A Spilamberto ad esempio c’è sinergia con il museo del Balsamico, a Castelvetro una struttura analoga e a Vignola dobbiamo recuperare quello che era l’Infopoint tra le mura. Ma sempre in collaborazione con gli altri Comuni confinanti, anche oltre il Panaro. Che fare subito? Stiamo ragionando con la Coop Eccetera sui progetti venuti meno con il disimpegno della Fondazione, a metà febbraio dovremo aver valutato proposto e avere un’idea precisa per partire subito, anche per garantire una funzionalità nei giorni di sabato e domenica, quando aumenta il flusso turistico. Nell’immediato la promozione turistica torna al Comune che ha già un ufficio dedicato che fa capo a Iseppi e a tre collaboratori e che già si occupa pure di sport e associazionismo; lì, a Villa Trenti, nel 2020 avremo, la sede operativa. E poi c’è la Proloco, che pure ha una dipendente a tempo pieno. Il futuro? Vedrei bene la sede definitiva nella nuova stazione, dove convergeranno ferrovia, corriere e auto con 250 posti auto. —
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