Stesso schema per tanti colpi La scia della “gang dei siciliani”
Il procuratore Giovagnoli: «Presto per parlare, siamo agli inizi delle indagini» Ma tanti assalti per l’Italia portano la stessa firma
«Le indagini sono appena iniziate. I carabinieri mi hanno informato poco fa. Non sappiamo ancora nulla se non che c’erano 100mila euro per sacco. Almeno così pare». Queste le poche parole del procuratore capo di Modena Paolo Giovagnoli sulla rapina. I carabinieri non rilasciano dichiarazioni e neanche Coopservice: è un caso troppo delicato.
Ma chi sono i banditi? Li chiamano la “Banda del fucile a pompa”. Sono i gangster autori di una dozzina di colpi spregiudicati ai portavalori tutti compiuti negli ultimi anni in giro per l’Italia e tutti seguendo un’unica tecnica e un unico obiettivo: l’assalto al denaro trasportato in piccoli tragitti a piedi in punti estremamente vulnerabili per le guardie giurate davanti a supermercati, iper, banche e uffici postali. Gli investigatori che sono sulle loro tracce li chiamano confidenzialmente “i siciliani”. Questo nomignolo fatto anche durante le indagini per i colpi più recenti probabilmente affonda alle radici della loro storia di gangster strutturati: quando anni fa facevano colpi a Palermo e provincia e in altri centro siciliani. Oggi spaziano in tutta Italia. I loro blitz sono sempre ripetitivi, quello che cambia è lo studio meticoloso dei tragitti, il “tallone d’achille” del trasporto valori. Agiscono in quattro (a volte in tre), sempre coi volti travisati, due coi fucili a pompa, spesso un terzo con un mitra Ak47 e non parlano quasi mai. Prediligono i sacchi di contanti sapendo quando arrivano e partono da banche, supermercati e poste. Spariscono su auto rubate che poi abbandonano distruggendo le loro tracce. Il colpo più lontano nel quale sono identificabili negli stessi che hanno colpito ieri mattina la Grandemilia è quello dell’aprile 2016 a Palermo. Città nella quale ritorneranno nel febbraio 2018 per portare via un sacco con 180mila euro da un furgone blindato davanti alle Poste di Bagheria: stessa tecnica di Modena. Poi nel giugno 2018 agiscono a Roma nel quartiere Aurelia. È un colpo in grande stile: in 4 coi fucili a pompa minacciano una guardia davanti a un supermercato e portano via sacchi con un milione e mezzo di euro. Tornano a colpire in settembre a Varese. Nel gennaio 2019 in provincia di Milano, a Peschiera Borromeo, assaltano una guardia con l’incasso del Cash& Carry ma il colpo va storto. Esagerano: per spaventare le guardie del blindato avanzano con del finto esplosivo e aggiungono degli spari, ma le guardie resistono alle pressioni e i banditi sono costretti a fuggire. Non è l’unica volta che fanno cilecca: succede anche a Reggio Calabria il 17 dicembre scorso: ancora una volta esagerano arrivando a travestirsi per la prima volta da spazzini e guardi e si fanno scoprire, ma riescono a mettere le mani su un bottino da 160mila euro. Poi tocca alla banca Bcc di Montesilvano D’Abruzzo, a Pescara, dove si fanno consegnare coi fucili a pompa spianati un sacco con 120mila euro. —
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