Tentarono rapina a una commerciante La Polizia individua e incastra i banditi
Serrate indagini fatte di pedinamenti e intercettazioni hanno condotto ai malviventi che sono stati portati in cella
Il Commissariato di Carpi ha individuato dopo una certosina attività di indagine e catturato i due banditi responsabili di una tentata rapina ai danni di una commerciante. Si tratta di un duro colpo inferto a chi ha terrorizzato l’esercente, in un periodo in cui gli agguati di questo tipo ai danni degli esercenti erano frequenti.
Il fatto risale alla serata del 3 gennaio dello scorso anno, quando la titolare di una tabaccheria di Carpi, mentre rientrava a casa dopo la chiusura del negozio, subì una tentata rapina da parte di due banditi, di cui uno con volto travisato e armato di pistola.
La donna, una volta parcheggiata l’auto nei pressi dell’abitazione, era stata avvicinata da un uomo che indossava una tuta da lavoro stradale e un passamontagna. Il bandito le aveva ordinato con una pistola semiautomatica di versare l’intero incasso, circa 5mila euro, all’interno di una borsa.
Le urla della donna e del figlio avevano fatto in modo che la rapina non andasse a buon fine: i due malviventi erano scappati a bordo di un’auto a fari spenti e a forte velocità.
Gli agenti del Commissariato di Carpi, guidati dalla dottoressa Paola Convertino, sono intervenuti sul posto con tempestività e subito sono partite le indagini, coordinate dalla locale Procura, con la collaborazione dei colleghi del Commissariato di Mirandola. «Si è trattato di un’attività articolata e serrata - spiega la dottoressa Convertino - che ha prodotto l’ottenimento del risultato».
LE INDAGINI
Grazie alle informazioni e alle testimonianze raccolte, sono state recuperate all’interno di un cassonetto dell’immondizia la tuta da lavoro, indossata dal rapinatore, e la pistola, una scacciacani, con cui avevano tentato la rapina.
L’attività degli investigatori è stata incessante e complicata: hanno messo in campo sia metodi tradizionali, sia le intercettazioni telefoniche e i pedinamenti. Questo ha permesso di risalire nelle ore successive all’auto utilizzata dai due malviventi, in uso a un 50enne italiano senza fissa dimora soggiornante tra Mirandola e Castelfranco, sul quale gravava soltanto un unico precedente di Polizia. Il malvivente, di fatto, frequentava però abitualmente pregiudicati noti alla Giustizia.
I COLPEVOLI
Gli agenti sono riusciti, infine, a inquadrare anche il vero e proprio autore della tentata rapina, un italiano di 50 anni con precedenti a suo carico. Sono stati ricostruiti anche i movimenti dei due soggetti prima della rapina, i quali erano partiti da San Prospero dirigendosi verso Carpi, dove avevano atteso la chiusura del negozio per poi spostarsi nei pressi dell’abitazione della vittima.
I due, sottoposti a interrogatorio presso gli uffici del Commissariato, hanno fornito dichiarazioni incongruenti e forvianti. La comparazione dei campioni di Dna prelevati ai due indagati ha dato riscontro positivo perché sono state trovate tracce biologiche di uno dei due soggetti sulla tuta da lavoro.
Alla luce dei fatti sopra descritti e delle fonti di prova raccolte, la locale Procura ha richiesto al Gip del Tribunale di Modena l’emissione delle misure cautelari nei confronti dei due malviventi. L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nei confronti del rapinatore il 10 gennaio scorso; al termine delle incombenze di rito, il 50enne è stato portato in carcere. L’altro, il complice, è stato rintracciato il 17 gennaio scorso e anch’egli portato in cella disposizione della Autorità giudiziaria. —
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