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Dieci nuovi agenti di polizia per Modena E Larmogese annuncia: «Sarò in città»

Giovanni Balugani
Dieci nuovi agenti di polizia per Modena E Larmogese annuncia: «Sarò in città»

Primo incontro al Viminale tra Muzzarelli e il ministro. Il sindaco entusiasta: «È la fine del blackout». Il sindacato scettico

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Dieci agenti in più per Modena. È il frutto - o meglio una conferma - del primo incontro tra il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Un summit di circa un’ora che si è tenuto ieri al Viminale e in cui i temi principali sono stati la sicurezza e gli organici delle forze di polizia. Muzzarelli ne è uscito entusiasta e con la convinzione di aver avviato un percorso costruttivo con Roma: «Fine del blackout tra Modena e il ministero dell’Interno - dice - ora si può iniziare a lavorare insieme seriamente per il bene della città».

Quel “fine” usato da Muzzarelli va riferito al periodo salviniano del Viminale, in cui gli scontri erano stati tanti e accesi. Su numeri, investimenti e organici di polizia. A proposito di questi ultimi: sotto la Ghirlandina arriveranno 10 agenti e il ministro ha assicurato che prenderà in esame la questione modenese nella sua interezza, provincia compresa. E quindi con un approfondimento dell’organizzazione dei presidi di polizia (oltre a Modena, i commissariati di Carpi, Sassuolo e Mirandola) che potrebbe portare a un ulteriore aumento delle forze. E non è da escludere la sinergia con altri ministeri, per il rafforzamento dei corpi militari specie in provincia laddove un eventuale aumento del numeri di carabinieri farebbe la gioia degli amministratori locali.

«Abbiamo avviato un dialogo costruttivo sulla base dell’analisi delle esigenze del territorio, che vede già fissato un secondo appuntamento, questa volta a Modena, in occasione della visita in città del ministro, entro marzo», assicura il sindaco. Al Viminale Muzzarelli ha anche avuto modo di conoscere personalmente Pierluigi Faloni designato dal Consiglio dei Ministri nuovo prefetto di Modena e atteso in città nei prossimi giorni: «Con lui ci sono già i presupposti per continuare l’ottimo lavoro portato avanti nella cornice del Patto per Modena sicura».

«Siamo scettici», commenta Roberto Butelli del sindacato segretario provinciale del Siulp, il sindacato di polizia. «Gli arrivi annunciati valgono per tutte le questure italiane. E pensiamo che dieci agenti non facciano la differenza, la vera differenza sarebbe un aumento di fascia della questura di Modena».

Se si escludono le grandi aree metropolitane (Roma, Milano, Torino, Napoli ecc) le principali questure sono quelle dei capoluoghi di regione, come Bologna. Modena rientra nella categoria appena inferiore: «Eppure la mole di lavoro per noi - prosegue Butelli - è del tutto paragonabile a quella di Bologna».

Un innalzamento di fascia per Modena (cosa avvenuta per città come Brescia, Bergamo, Verona e Salerno) significherebbe «non solo aumentare gli agenti, ma anche più funzionari, più dirigenti, più ispettori, più impiegati civili e più mezzi».

Si tratta di una richiesta che il sindacato, supportato da uno studio ad hoc, ha già presentato alla fine dell’anno scorso a Muzzarelli. Tuttavia è decisione che spetta esclusivamente al ministero dell’Interno. E che magari Lamorgese potrebbe già valutare nel corso della prossima visita in città. —



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