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caso white list 

Giovanardi: «Lo ripeto ho solo fatto il mio dovere»

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«L'aggravante mafiosa è stata spazzata via per tutti, al di là di tutte le polemiche di questi anni. La mia posizione? Aspettiamo i magistrati, dipende da loro. Prima avevano rinviato tutto alla Corte costituzionale, che ha dato loro torto, poi hanno mandato la richiesta alla giunta per le immunità, che ha respinto all'unanimità chiedendo di spiegare meglio. la giunta sta ancora aspettando, quindi. Vedremo quando arriverà alla giunta una nuova richiesta, se arriverà». Così l'ex senatore Carlo Giovanardi dopo il rinvio a giudizio di tutte le 11 persone coinvolte nella vicenda delle White List, in sostanza una costola del Processo Aemilia, delle presunte talpe in prefettura a Modena, che qualche anno fa avrebbero informato la ditta Bianchini, ma nella vicenda c'è anche la fratelli Baraldi, sul rigetto delle proprie istanze per tornare in white list nell'ambito della ricostruzione post-sisma 2012. Se la posizione processuale di Giovanardi al momento è sospesa, in attesa che il Senato si pronunci sull'autorizzazione a procedere nei suoi confronti, il diretto interessato evidenzia: «l'aggravante mafiosa è stata spazzata via ma resta l'aggressione all'attività di un parlamentare, il sottoscritto, che con interrogazioni e interpellanze in aula, alla luce del sole, ha sollevato un problema grande come una casa che esiste tuttora: un'interdittiva antimafia assolutamente sbagliata che fa fallire le aziende» E insiste: «non ho mai preso un centesimo da nessuno e non conosco nessuno dei 13mila cutresi che stanno a Reggio Emilia. non ho rapporti con nessuno. Ho solo cercato di aiutare» —

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