Gazzetta di Modena

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gli altri candidati 

I cinque che potrebbero fare la differenza

Luca Gardinale

Dalle tre liste di sinistra ai “No vax”, passando per M5S, il risultato delle forze “minori” potrebbe rivelarsi decisivo per l’esito

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Guardando ai sondaggi, messi insieme potrebbero non arrivare al 3%. “Colpa” di un sistema che va dritto verso un ritorno al bipolarismo, e probabilmente anche di una sinistra che non è stata in grado di andare oltre la frammentazione e di presentarsi con una proposta unitaria e alternativa al governo uscente. Fatto sta che, in una situazione che vede le due grandi coalizioni partire quasi alla pari - i sondaggi danno Stefano Bonaccini, governatore uscente e candidato del centrosinistra, avanti di una forbice compresa tra i 2 e i 4 punti rispetto alla sfidante Lucia Borgonzoni, candidata del centrodestra, mentre a livello di coalizioni quella guidata dalla Lega sembra avere più appeal di quella condotta dal Pd - anche i “piccoli” rischiano di essere decisivi per i voti che riusciranno a strappare ai due poli. Al centro ci sono le elezioni regionali di domenica prossima, mentre partiti e candidati si giocano le ultime carte prima della chiusura della campagna elettorale.

Ma chi sono questi “piccoli” che sfideranno i due grandi poli? Il fermento maggiore è a sinistra, dove i candidati in campo sono addirittura tre. Partendo dalla proposta più strutturata - perché in campo già dal 2014, quando la candidata Maria Cristina Quintavalla raggiunse il 4%, ottenendo un seggio in Consiglio per Piergiovanni Alleva - a sfidare i big il 26 sarà il modenese Stefano Lugli, candidato presidente per L’Altra Emilia Romagna, la lista nata dalla convergenza tra Rifondazione comunista, Pci e Partito del sud, ma anche di alcuni movimenti civici. Sempre a sinistra ci sono anche Potere al Popolo, che sostiene la 26enne (trevigiana di origine, ma da anni residente a Bologna) Marta Collot, e il Partito comunista di Marco Rizzo, che punta sulla parmigiana Laura Bergamini. In campo c’è anche il Movimento 3 V- Vaccini Vogliamo Verità, legato al mondo “No vax”, che sostiene la candidatura del medico ferrarese Domenico Battaglia. Quatto forze che potrebbero risultare decisive per l’esito di una tornata elettorale che semplicemente premierà il candidato presidente che avrà preso un voto in più degli altri.

E vista la geografia politica di queste forze, decisamente più sbilanciata verso sinistra, è logico che oggi sia Stefano Bonaccini a guardare con maggiore preoccupazione a queste forze e ai voti “sottratti” al centrosinistra. In campo, però, c’è anche un’altra forza, che pur rischiando di essere fortemente ridimensionata, non si può certo chiamare “piccola”: il Movimento 5 Stelle, che dopo una lunga fase di incertezza ha deciso di scendere in campo da sola, sfidando il centrodestra, ma anche gli alleati (a Roma) del Pd. E anche se i sondaggi non sorridono affatto al Movimento - valutato intorno al 7% - il risultato dei pentastellati potrebbe essere ancora più decisivo per l’esito delle elezioni regionali. —



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