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Controllo di vicinato 350 cittadini “vigilantes”

Stefania Piscitello
Controllo di vicinato 350 cittadini “vigilantes”

Nel territorio comunale 14 i gruppi che aderiscono e aiutano le forze dell’ordine Il Comune: «Coinvolte le frazioni. Varchi elettronici e più agenti in organico»

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Non solo maggior senso di sicurezza, ma risultati concreti: il controllo di vicinato, o meglio “controllo di comunità”, a Maranello prende sempre più piede. «In più di un’occasione – racconta la comandante della polizia locale Elisa Ceresola – il lavoro incrociato di polizia e controllo di comunità, è stato utile per sventare situazioni di pericolo». Ad esempio, non molto tempo fa, alcuni malintenzionati hanno cercato di ingannare un anziano maranellese attraverso la “truffa dello specchietto”: il signore però, resosene conto, ha prontamente preso nota del modello di auto e di parte della targa, raccontando poi l’accaduto ai familiari, che fanno parte di un gruppo di controllo di comunità. «A quel punto – continua Ceresola– abbiamo inserito la targa nella blacklist dei varchi e, a distanza di qualche mese, quando l’auto è entrata nel territorio maranellese, siamo riusciti a individuarla». Il miglior antifurto è il nostro vicino: questo il presupposto su cui si basa il controllo di vicinato, che parte da una formula semplice, “osserva, ascolta, chiama”. Obiettivo è quello di creare una rete di controllo capillare sul territorio, che metta costantemente in comunicazione i cittadini e le forze dell’ordine. Un aspetto, questo, che giova anche al rapporto di fiducia che si viene a creare tra comunità e polizia locale: «Le persone – aggiunge la comandante – avvicinandosi al nostro lavoro riescono a capire meglio le varie problematiche e come gestiamo le segnalazioni, in modo che possano rendersi conto di quanto, a volte, per risolvere determinate questioni ci siano difficoltà oggettive». A Maranello i gruppi sono quattordici e in continuo aumento, per un totale di 350 persone. Il territorio è coperto in modo abbastanza capillare, ma c’è sempre la possibilità di creare nuovi gruppi per aree scoperte: si è partiti dal quartiere dei poeti di Maranello e, ultimamente, si è arrivati a La Lucchina. Ma si passa anche per Gorzano, Torre Maina e Pozza. «Più che “controllo di vicinato” – spiega il sindaco Zironi - noi preferiamo parlare di “controllo di comunità” per sottolineare le relazioni che si vengono a creare tra i partecipanti. È diminuita l’indifferenza e i membri, adesso, si scambiano anche favori tra di loro, quindi c’è maggiore solidarietà». Ovviamente, il controllo di comunità non è l’unico mezzo su cui il Comune di Maranello e le forze dell’ordine puntano per garantire la sicurezza tra i cittadini: «Abbiamo i varchi elettronici, gli strumenti per la rilevazione delle infrazioni – continua Zironi – e abbiamo aumentato l’organico della polizia». Il funzionamento del controllo di comunità è semplice e ormai risaputo: ogni zona ha il proprio gruppo di Whatsapp su cui segnalare situazioni sospette e, i coordinatori, sono in contatto con la polizia locale. «Fondamentale – aggiunge il primo cittadino - è quindi controllare chi entra a far parte del progetto, perchè qualcuno con cattive intenzioni potrebbe infiltrarsi. Inoltre, cosa molto importante, i coordinatori partecipano a serate di formazione, nelle quali apprendono come funziona il sistema, come fare da mediatori e sedare situazioni delicate. Come controllare gli elementi emotivi, insomma». Se i cittadini possono fare attraverso Whatsapp segnalazioni alla polizia, allo stesso modo questa utilizza la chat per fornire informazioni di servizio in maniera più rapida ed efficace. —

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