La barca a vela e l’aikido per trattare le disabilità
I protocolli operativi per gli ospiti perfezionati presso l’Asp Charitas Il presidente Rebecchi: «Coinvolgere significa creare opportunità»
il racconto
Frutto della collaborazione tra Charitas Asp e Unimore, il convegno “Vivere l’adultità nelle residenze per persone con disabilità” è solo la punta dell’iceberg. Mauro Rebecchi e Chiara Arletti, nei rispettivi ruoli di presidente e direttore di Asp Charitas, si fanno portavoce di una missione che presuppone tenacia, pianificazione, lungimiranza.
Entrambi ribadiscono l’identità forte di un’azienda di servizi alla persona – nata nel 1942 grazie a Monsignor Ermanno Gerosa, Asp Charitas è un centro socio-riabilitativo residenziale e diurno per persone con disabilità grave e gravissima – che è punto di riferimento in regione nell’ambito del progetto nazionale autismo. «Noi combattiamo – spiega Rebecchi - la teoria per cui l’uso, anzi l’abuso del farmaco rappresenta l’unica opzione praticabile. Portiamo i nostri ospiti in giro a vivere». Una scelta d’azione che, nel tempo, paga. Come insegna ad esempio l’uscita in barca a vela dello scorso settembre che ha coinvolto in modo attivo tanto gli ospiti Charitas con disabilità intellettiva (disturbo dello spettro autistico in primis) quanto gli operatori dell’istituto stesso. Operatori cui è stata proposta una giornata di team building. «Una volta preso in mano il timone, anche chi di solito vive con lo sguardo sempre puntato a terra, ha alzato gli occhi. Regalando un sorriso al mare, al vento e a tutti noi. Senza il sostegno di Lungarotta, associazione che crede nella crescita personale di chiunque si cimenti con la vela, tutto questo non sarebbe stato possibile. La scuola di vela riaprirà il 5 febbraio».
Ricerca, formazione, professionalità, sviluppo. Ecco le colonne portanti di un percorso che identifica l’istituto modenese nella sua storia recente. «Non è fatto noto – puntualizza Rebecchi - ma grazie soprattutto all’impegno di Chiara e del dottor Ciro Ruggerini, neuropsichiatra presidente di Controvento, i nostri risultati hanno ottenuto una buona risonanza anche oltreconfine».
Nata lo scorso anno, “Controvento idee di vita” è un’associazione che promuove l’inclusione delle persone con disabilità grave. In tandem con Unimore gioca oggi un ruolo fondamentale nella costruzione identitaria e nell’evoluzione di Asp Charitas. Il percorso di ricerca e crescita si sostanzia in tre progetti. Ossia il già citato utilizzo della barca a vela, la gestione degli operatori delle crisi comportamentali degli ospiti – diventata protocollo che si avvale dei dettami dell’aikido, disciplina psicofisica le cui tecniche di immobilizzazione garantiscono l’incolumità dell’ospite – e la comunicazione aumentativa alternativa. Che, forte di tre step (sondaggio in merito alle abilità comunicative della persona con disabilità, formazione tecnica del personale, attivazione di un centro di consulenza rivolto all’esterno) promette di diventare un must della prassi assistenziale. «Fare comunità è indispensabile – conferma il presidente – coinvolgere significa creare nuove opportunità di crescita. Per tutti. Per i nostri ospiti e per chi si offre come volontario. Anche solo per qualche ora. Come succede con “volontariamo”, iniziativa che vede la collaborazione di Banco Bpm. I cui dipendenti, vengono qui, volontari per un giorno. Con esiti spesso commoventi. Siamo inoltre molto riconoscenti a don Stefano, parroco di Santa Rita. Con l’obiettivo di sostenerci e creare sinergie, don Stefano ha fatto stampare un volantino. Spiega come prestare volontariato con Charitas». —
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