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l’appuntamento 

Le famiglie raccontano le esperienze al convegno

ADM

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Spesso le persone con disabilità vengono relegate in un’infanzia perenne. «Di conseguenza – puntualizza Chiara Arletti, direttore Asp Charitas - si tende a rendere infantili gli ambienti in cui vivono. Ma anche loro attraversano le diverse fasi della vita. Una crescita emotiva e psicologica può essere possibile solo in un contesto di relazione. Un contesto che nella persona con disabilità identifica un individuo forte tanto di pensieri quanto di stati emotivi». Sarà il convegno “Vivere l’adultità nelle residenze per persone con disabilità” (domani alle 16 all’Auditorium Gerosa, strada Panni 199) ad approfondire la riflessione. «Oltre ai relatori – aggiunge Arletti- ascolteremo la testimonianza di due famiglie. Nel primo caso i genitori di un nostro ospite sveleranno come sono riusciti a cambiare il rapporto con il figlio nell’ottica della loro futura scomparsa. Invece di portarlo a casa per pranzo una volta alla settimana, hanno deciso di invitare una volta al mese tutta la sua “nuova” famiglia: ovvero gli operatori Charitas e gli ospiti che con il figlio condividono il quotidiano». Di contro il secondo racconto metterà in luce la difficoltà di affidare il proprio figlio alle cure di una residenza. Ispirato dal film La Famille Bélier, il seminario vedrà la partecipazione del professor Roberto Franchini, dell’Opera Don Orione di Genova. Asp Charitas ospita un centinaio di persone con disabilità grave (tra residenziale e diurno) è può contare su 120 operatori. L’area ha una superficie pari a 6mila metri quadri, il giardino tocca i 7mila metri quadri. 4,7 milioni euro il bilancio annuo. —

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