Gazzetta di Modena

Modena

pavullo. le nuove frontiere 

Soccorso notturno al top con 200 volontari a lezione «Aeroporto decisivo»

D.M.
Soccorso notturno al top con 200 volontari a lezione «Aeroporto decisivo»

«Pronte nuove tecnologie e l’utilizzo del verricello al buio» «Ma serve prudenza per le aree che si sono moltiplicate» Nel solo 2019 ben 254 missioni

2 MINUTI DI LETTURA





PAVULLO. Più di 200 volontari delle Pubbliche assistenze della montagna, e non solo, si sono ritrovati lunedì sera a Pavullo con un colpo d’occhio spettacolare nel nuovo hangar dell’aeroporto. L’occasione del resto era speciale: il punto generale su come si opera con l’elisoccorso e in particolare notturno, strumento sempre più salvavita.

Solo nel 2019 le missioni in notturna sono state 254, di cui 119 per trauma, 49 per emergenza cardiologica e 47 per neurologica.

L’evento, organizzato da Avap Croce Verde e Aero Club Pavullo, ha richiamato lo stato maggiore del settore: da Alessandra Trabucco (coordinatrice provinciale Anpas) a Stefano Toscani (direttore dipartimento Emergenza Ausl Modena), Claudia Cremonini (responsabile 118 Ausl Modena), Sonia Rioli (dirigente infermieristico 118 Modena), Alessandro Fantato (comandante base elisoccorso Pavullo), Giulio Desiderio (medico responsabile della base). Cristian Lupi (EliBologna Night), Andrea Franceschini (coordinatore infermieristico EliPavullo ed EliBologna), Nicholas Barattini (delegato provinciale Saer) e Carlo Serantoni (direttore di distretto). Presenti anche le candidate alla Regione Luciana Serri e Giulia Pigoni. In apertura il presidente dell’Aero Club Roberto Gianaroli ha intrecciato lo sviluppo dell'aeroporto con quello della base, istituita nel 2000.

«L’aeroporto non sarebbe mai diventato quello che è oggi senza la base dell’elisoccorso – ha sottolineato – ma anche la base trae vitalità dall’aeroporto: è stato ed è un arricchimento reciproco. Non tutti i piccoli aeroporti riescono ad avere questo sviluppo: il segreto qui è stata la continuità nella dirigenza, che ha sempre guardato avanti non con la semplice ottica del fare ma dell’anticipare ciò che serviva per crescere».

NUOVE FRONTIERE

Quando partì il 1° giugno 2017, il servizio notturno aveva bisogno di piazzole illuminate per l’atterraggio (17 all’epoca in regione). Dal 15 agosto 2018 la rivoluzione dei visori Nvg a cui basta un’area idonea, indipendentemente dalla luce, tanto che i siti censiti oggi sono quasi 300, in continuo aumento. E presto ci sarà un’ulteriore rivoluzione: il recupero con verricello anche di notte, a beneficio soprattutto della montagna. A quel punto l’elicottero potrà arrivare geograficamente ovunque h24.

E meteorologicamente ci si avvicinerà al 100% delle condizioni grazie all’attivazione di rotte specifiche Pbn percorribili anche col maltempo.

Ulteriore performance arriverà poi dall’elicottero più grande chiesto dalla stessa Serri a novembre alla Regione: permetterà di imbarcare anche un’unità cinofila per i casi di ricerca, opportunità di cui il dottor Desiderio ha sottolineato l’importanza strategica.

RACCOMANDAZIONI

Per l’oggi, dagli specialisti raccomandazioni ai volontari sulla scelta e preparazione delle aree d’atterraggio: fili e tralicci possono essere un ostacolo insidioso, ma anche un telone o ombrellone da bar non assicurato può fare guai grossi. Fondamentale un’accurata descrizione dell’area e l’accensione dei lampeggianti dell’ambulanza almeno 5 minuti prima dell'atterraggio. Poi, anche a motore spento, la raccomandazione di un avvicinamento sempre e solo frontale all'elicottero, e molto altro. —

D.M.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google