Legacoop Agroalimentare punta sulle aggregazioni
Alle associazioni del territorio aderiscono 99 coop di settore con 5,5 miliardi di fatturato Luppi e Michelini: «Significativi gli esempi di Gsi e Granterre»
Dazi sulle esportazioni, Italian sounding, nuova Pac, carenza di infrastrutture adeguate e sensibile evoluzione dei consumi: sono queste le dinamiche che la filiera agroalimentare deve attrezzarsi ad affrontare se vuole salvaguardare competitività sul mercato interno e sviluppo del made in Italy all’estero. Sono temi al centro dell’attenzione alla Cantina Albinea Canali di Reggio Emilia in occasione dell’assemblea territoriale di Legacoop Agroalimentare.
Sui territori coinvolti sono attive eccellenze nazionali, e in alcuni casi internazionali, come Cantine Riunite & CIV, Granterre-Parmareggio e Grandi Salumifici Italiani (oggi unite nel Gruppo Bonterre) Granarolo, Progeo. Fra queste molte sono importanti realtà modenesi del settore. Alle tre associazioni territoriali aderiscono 99 cooperative, che sviluppano un fatturato di 5,5 miliardi (+7,7% sul 2016) e occupano 11.573 addetti (più 2,6% sul 2016). All’assemblea sono intervenuti, fra gli altri, autorità come Antonella Incerti e Simona Caselli, oltre a dirigenti di Legacoop quali Giovanni Luppi, Sara Guidelli, Cristian Maretti.
«La cooperazione agricola – ha detto Giovanni Luppi, modenese e presidente di Legacoop Agroalimentare – si trova di fronte a cambiamenti e sfide importanti: sostenibilità economica sociale e ambientale, dimensione d’impresa, competitività globale. Se nel complesso il bilancio 2019 delle nostre imprese cooperative è di segno positivo, non c’è dubbio che alcune filiere stiano già scontando gli effetti di dinamiche commerciali internazionali come i dazi Usa e la Brexit. In questo senso le politiche di aggregazione, sia a livello di imprese sia sul piano associativo, possono davvero rivelarsi strategiche».
«Il nostro territorio – ha aggiunto Franco Michelini, responsabile Settore Agroalimentare Legacoop Estense – ha recepito da tempo la necessità di crescere sia internamente sia esternamente tramite acquisizioni, aggregazioni e fusioni: è la storia di Grandi Salumifici Italiani, così come di Granterre Parmareggio che, dopo aver raggiunto la leadership rispettivamente nei salumi e nel Parmigiano-Reggiano, si sono unite in Bonterre dando vita a un grande gruppo modenese a proprietà cooperativa che esprime un fatturato superiore al miliardo di euro e punta a crescere ancora». —
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