«Nuova Casa Serena discutiamo assieme su un progetto utile per gli anziani»
Dopo la bocciatura del piano, il presidente ci riprova «Nuova struttura per 12 milioni, gestione per 60 anni»
«Sediamoci attorno a un tavolo e analizziamo insieme i contenuti del progetto, provando a riaprire i termini del dialogo. Come ha lasciato capire anche l'amministrazione con le parole dell'assessore all' Urbanistica Ugo Liberi, troviamo i correttivi adeguati affinchè la casa di riposo di Sassuolo abbia presto una nuova veste per il bene dei suoi ospiti».
Questa la prima reazione di Massimo Ascari, presidente del Consorzio Residenze Modenesi, cooperativa che gestisce da anni Casa Serena, dopo la bocciatura da parte dell'amministrazione comunale del progetto presentato a marzo.
«Agli inizi del 2000 – continua - dati i gravi problemi della struttura, si arrivò alla chiusura di una parte. Nel 2014, a seguito delle prescrizioni dei Vigili del Fuoco e della conseguente ordinanza della Prefettura, i posti residenziali accreditati vennero ridotti da 120 a 100. Dello stesso tenore anche i controlli dei Nas negli anni successivi. In questi anni non è stato avanzato alcun progetto della pubblica amministrazione che fosse in grado di risolvere i problemi dell’immobile, che col tempo sono peggiorati, ed hanno portato il Consorzio Residenze Modenese, attuale gestore del servizio, a pensare di promuovere una ipotesi di rinnovamento».
«La proposta presentata - aggiunge - non prevede nessun contributo pubblico, a fronte di oltre 12 milioni di euro di investimento. Pertanto, la richiesta di concessione di 60 anni di gestione è commisurata al valore economico della spesa e alla necessità di gestire il servizio sul lungo periodo per rientrare dei costi. Negli ultimi anni diverse amministrazioni, tra cui anche il Comune di Modena, hanno previsto bandi pubblici con una durata dei contratti di gestione pari a 60 anni, considerando anche la scarsa redditività economica prodotta da un’attività che ha però un alto valore sociale».
Il consorzio, nel progetto dello scorso anno, ha focalizzato le proprie priorità nel risparmio di suolo pubblico proponendo una ristrutturazione a norma. La riduzione del disagio per gli ospiti e i loro familiari propone uno spostamento minimo e temporaneo, con risparmi di tempo ed energie ed una regolare prosecuzione delle attività socio-assistenziali e sanitarie. In più c’è l’ottimizzazione dell’investimento: la proposta dei 30 + 30 anni è stata pensata anche per apportare un miglioramento delle prestazioni e dell’efficienza del servizio su lungo periodo, non solo nella gestione dello stesso ma anche dell’immobile nel tempo.
«Nella fase preparatoria del progetto – conclude il presidente Ascari - il nostro consorzio ha coinvolto direttamente l’associazione “Amici di Casa Serena”, raccogliendo le istanze presentate, producendo così un parere complessivamente favorevole alla proposta. Si ritiene che, allo stato attuale della progettazione, alcuni valori e componenti economiche, temporali ed operative non sono stati portati a livello di dettaglio in quanto potevano essere oggetto di concertazione. Ad oggi, sebbene su alcuni aspetti le valutazioni ed i punti di vista risultino differenti, non si esclude la possibilità di trovare nuove definizioni ed intese sulle parti rispetto alle quali le opinioni attualmente divergono». —
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