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Aimag paga 2,5 milioni per avere la discarica

F.D.
Aimag paga 2,5 milioni per avere la discarica

Contributo compensativo al Comune per cinque anni Il sindaco: «Niente informazione? Cittadini non impattati»

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MEDOLLA. La discarica di Villafranca sarà più bella e sicura una volta terminato il conferimento quinquennale di rifiuti speciali non pericolosi: parola di Aimag e Comune, uniti nel replicare alle accuse di Lavinia Zavatti, Marco Bergamini e del più che probabile comitato cittadino. «Su salute e ambiente non si mercanteggia - esordisce il sindaco Alberto Calciolari -Voglio ribadire che l’intervento che verrà realizzato non impatta su nessuno. Tra il 2015 e il 2017 la discarica è stata aperta ma non abbiamo mai ricevuto proteste da cittadini e residenti. Perché non abbiamo fatto un percorso informativo? Coinvolgiamo le persone quando c’è un impatto sulla loro vita, che qui non esiste».

«La famosa delibera pubblicata con un po’ di ritardo per motivi di organico ridotto e non chissà per quale misteriosa strategia - aggiunge l’assessore all’Ambiente, Patrizia Sgarbi - è il punto di partenza, solo da qui si poteva partire per confrontarsi».

Tocca invece all’ingegnere Davide De Battisti, direttore generale Aimag, tracciare il perimetro del “raccordo morfologico” che accoglierà 245mila tonnellate in cinque anni. «Stoccheremo i rifiuti che arrivano dai nostri impianti - premette il tecnico - Non esiste ancora un sistema a rifiuti zero e anche a fronte di ottimi dati sulla differenziata esistono delle componenti che dobbiamo inviare a discarica. Si tratta di un ciclo virtuoso: per i prossimi anni, con Fossoli e Medolla il bacino di Aimag sarà autosufficiente. Il sito di Villafranca sarà migliorato, così come migliorerà la gestione del percolato visto che l’impermeabilizzazione sarà totale. Il rumore e l’inquinamento saranno nulli, passeranno massimo otto-dieci camion al giorno, e non avremo miasmi perché ogni 24 è imposta una copertura. Non c’è nulla di cui preoccuparsi. Quanto pagheremo? Dai, diciamolo: 2,5 milioni circa in cinque anni».

Le opposizioni si sono però ritrovate ieri in auditorium dove Marco Bergamini doveva tenere la chiusura di campagna elettorale ma ha scelto di destinare la prenotazione ad un’assemblea pubblica: “la riapertura della discarica non può essere discussa nelle segrete stanze e tenuta nascosta - dice - Il modello partecipativo è quello che privilegiamo per arrivare a scelte condivise e consapevoli».

«Due milioni e 500mila euro: è il valore dato alla sicurezza ambientale e alla nostra salute - accusa Lavinia Zavatti - È chiaro come Medolla appaia per loro l’ultimo baluardo disponibile. Sarebbe invece stata una buona occasione per l’amministrazione di ammettere il proprio errore e fare un passo indietro». —

F.D.

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