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Scolari in visita al cimitero monumentale «Andiamo alla scoperta del dottor Moreali»

Andrea Neri
Scolari in visita al cimitero monumentale «Andiamo alla scoperta del dottor Moreali»

Due quinte delle elementari “Vittorino da Feltre” sulla tomba del “Giusto tra le Nazioni” con le maestre e la nipote Silvia 

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LA VISITA

Andrea Neri

Non sono molti i sassolesi che se lo ricordano, ma nel cimitero di San Prospero (cimitero vecchio, nella vulgata) è sepolto uno dei primi italiani a ricevere l’onorificenza di Giusti tra le nazioni. Il suo nome era dottor Giuseppe Moreali e, insieme a don Arrigo Beccari, salvò più di settanta giovani ebrei dalle persecuzioni nazifasciste nascondendoli a Villa Emma a Nonantola. La sua lapide si trova sotto gli archi del cimitero, che solo recentemente sono stati riconosciuti come monumentali.

Giovedì ha ricevuto la rispettosa visita delle classi quinta A e B della scuola primaria Vittorino da Feltre dell’istituto comprensivo Sassuolo 2 Nord, da quest’anno diretto dalla dirigente Maria Luisa D’Onofrio che sostiene la progettualità della scuola. A fare da guida, oltre alle rispettive maestre, c’erano anche Simonetta Mariani, curatrice del progetto di storia locale “Ti racconto Sassuolo”.

La scolaresca non è infatti arrivata impreparata alla gita d’istruzione: «Il percorso sul dottor Giuseppe Moreali è un nucleo in comune con il progetto di intercultura intitolato “Conoscersi per capirsi” - spiega la maestra Simonetta - che ha come obiettivo la conoscenza delle grandi religioni monoteiste. Poi c’è quello di storia locale che punta sulla conoscenza del territorio dal punto di vista e storico per creare una più forte identità culturale e territoriale. Proveniamo da tanti luoghi diversi, ma viviamo tutti nella stessa città, abbiamo tutti in comune Sassuolo: conoscerlo meglio rafforza questo legame e avvia verso una cittadinanza attiva».

Ad accompagnare l’attenta ed effettivamente multiculturale scolaresca, c’era Silvia Moreali, orgogliosa nipote del coraggioso medico sassolese. Lo scorso sabato Silvia ha partecipato alla posa della prima pietra del museo - memoriale di Villa Emma a Nonantola. Da tempo si spende per tenere viva la memoria del nonno, e l’attenzione e l’interesse con cui i bambini delle scuole Vittorino vi si sono accostati non l’ha certo lasciata indifferente.

La visita non cade in un periodo qualunque, ma funziona da giornata della Memoria alternativa, siccome il 27 le scuole saranno chiuse in seguito alle elezioni regionali. Sulla difficoltà, ma anche l’urgenza, di trattare un simile tema alla scuola primaria interviene di nuovo la maestra Mariani: «Noi ci atteniamo all’insegnamento di Primo Levi che diceva “Lasciate i bambini fuori dai cancelli di Auschwitz”, l’obiettivo dev’essere quello di contestualizzare la Shoah con delicatezza e grande rispetto per la loro età. Troppo spesso si cerca di impressionare i ragazzi insistendo sui lati più tragici o peggio macabri dell’Olocausto, noi cerchiamo di fare di meglio. Avranno tempo per scoprire anche quelli, sarà compito dei loro insegnanti alle medie e alle superiori non tacerli. A dieci anni preferiamo far conoscere ai bambini delle figure di Giusti fra le nazioni. La storia dei ragazzi di Villa Emma poi ci è doppiamente cara perché è una delle poche che finisce bene, e consegna ai bambini un messaggio di speranza». —



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