I sentieri visibili e invisibili di Alessandro Palladini
PAVULLO. Resta fino al 9 febbraio nella Galleria di Palazzo Ducale “Sentieri visibili e invisibili”, mostra antologica che rende omaggio al pittore locale Alessandro Palladini. Un tuffo a 360 gradi nello sconfinato universo di questo artista figurativo, ma di tendenza metafisica e futurista, “infinito” nella sua applicazione, con la capacità di tornare anche a molti anni di distanza sulle opere cogliendo l’ispirazione per un ritocco o un’aggiunta.
Allestita da Simona Negrini insieme a Francesca e Stella Palladini, figlie dell’artista, l’esposizione non vuole solo raccontare un excursus creativo partito nel 1953, a 13 anni, ma essere prima di tutto un’esperienza emozionale per il visitatore, un’immersione visiva e sensoriale tra paesaggi dalle architetture impossibili, “non luoghi” avvolti da atmosfere fluttuanti nello stravolgimento di uno dei capisaldi della cultura occidentale: la prospettiva di Leon Battista Alberti. Nelle cornici di Romano Donati di Monzone, spazi riempiti in ogni angolo, «un hortus conclusus di cui io sono padrone assoluto, ma senza uno sviluppo lineare» nota Palladini, che dopo gli studi di Architettura a Firenze e Venezia, si è dedicato all’insegnamento e all’arte: il suo percorso è ricostruito in un documentario di Valentina Arena. In una sala, ricreato il suo atelier. Orari: sabato 10-13 e 16-19, domenica 16-19 (info allo 0536.29964). —
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