«Per San Francesco è tutto sbagliato La legge va rispettata»
Appello di Italia Nostra contro il concorso progettuale di idee «Chiara dimostrazione del buio di Comune e ministero»
Mentre da circa un mese si pregusta il restauro della chiesa di San Francesco, a “richiamare” tutti ci pensa Italia Nostra. L’associazione di tutela infatti ha “invitato” a fare attenzione, seguendo la Legge contenuta nel Codice dei beni culturali, in occasione della pubblicazione di un concorso di idee concordato tra Comune e Soprintendenza statale che vigilerà sui lavori. Si preannuncia, insomma, una polemica visto che nei giorni scorsi il Comune ha spiegato che l’edificio sacro di proprietà statale, dove sono presenti le tombe dei Pico, sarà sottoposto a un restauro chiedendo idee in Italia e all’estero. L’iter lo mette infatti nero su bianco: il ministero dei Beni culturali che in un documento parla di “occasione irrinunciabile per ideare una progettazione attuale che valorizzi il bene storico proprio grazie all’accostamento armonioso di inserti contemporanei”.
Italia Nostra Modena, presieduta dall’ex giudice di Cassazione Giovanni Losavio, però dice che così non si fa. «Il ministero e il suo Segretariato regionale - scrive Italia Nostra - non ha idee per la ricostruzione di San Francesco, gravemente danneggiato dal sisma del 2012. L’articolo 29 del Codice dei beni culturali spiega: il recupero del bene (la chiesa, ndr) nella sua integrità materiale è principio e fine del restauro e per San Francesco il progetto è tutto documentato di com’era prima del terremoto. Questa è l’idea, non ve ne può essere un’altra, che detta il criterio del doveroso recupero».
Il ministero invece prima enuclea i numeri del prestigioso intervento - 7,6 milioni di euro in totale - e spiega che a luglio verrà individuato il progettista e poi ricorda la scelta fatta in nome di un “accordo tra storia e innovazione”. Non si può, spiega Italia Nostra: «Il doveroso recupero dettato dal Codice - continua la nota della celebre associazione italiana - il bando esplicitamente la rifiuta. Il concorso dunque si apre sui liberi inserti contemporanei con l’accorgimento dell’accostamento armonioso».
Italia Nostra spiega che con la scelta c’è una “allarmante confessione: l’amministrazione della tutela al proprio interno non dispone di adeguate competenze professionali per progettare restauri. Insomma il concorso di idee e progettazione apertamente disattende le vincolanti prescrizioni normative del restauro. Non rimane che una speranza, quella che un giudizioso soprintendente non approvi infine il progetto esecutivo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
