L'Emilia Romagna risceglie Bonaccini. Borgonzoni bocciata. Salvini: "Non è una sconfitta" Gli eletti
Tutti i risultati i commenti e le reazioni il giorno dopo l'atteso voto per la regione Emilia Romagna, Un voto che ha premiato Bonaccini che ha vinto con un netto distacco Rispetto a Borgonzoni. I seggi, gli eletti e tutte le informazioni in tempo reale. Questa sera a Modena alle 20,30 la festa del governatore Stefano Bonaccini in piazza Grande
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Emilia Romagna al centrosinistra, Calabria al centrodestra: questo il risultato delle elezioni regionali, che vedono il pd Bonaccini superare la leghista Borgonzoni e la forzista Santelli trionfare sull'imprenditore Callipo. Crollo di M5s in entrambe le regioni. «Si sta tornando a un sistema bipolare», sottolinea Zingaretti. Conte continua a lavorare per il rilancio dell'Italia, affermano da Palazzo Chigi. Affluenza record in Emilia Romagna, al 67,7%; stabile in Reggio Calabria, al 44,3%. Questa sera a Modena alle 20,30 la festa del governatore Stefano Bonaccini in piazza Grande
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ORGOGLIO BONACCINI IL GIORNO DOPO: "SALVINI MI HA SFIDATO E HA PERSO..."
«Salvini ha voluto sfidarmi e ha perso». Stefano Bonaccini mostra tutto il suo orgoglio: «Questa regione ha dimostrato che se vuoi suonare i campanelli, lo fai a casa tua». All'indomani del trionfo nelle urne, il governatore dell'Emilia-Romagna punge gli avversari e si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Leggevo narrazioni distorte di quello che stava accadendo, c'era chi mi diceva di lasciar perdere, ma non ho mai avuto dubbi, perché una mobilitazione del genere non l'avevo mai vista prima d'ora».
Ora - promette - «in un mese presenterò la nuova giunta: uomini e donne capaci di affrontare i problemi e prendere subito decisioni». Bonaccini ha anche rivelato di aver finalmente parlato con Mattia Santori, il portavoce delle 'sardinè: «L'ho chiamato per la prima volta per ringraziarlo della loro straordinaria mobilitazione». Decisiva, secondo molti osservatori per il risultato finale: «Salvini e Meloni le considerano piazze 'contrò, ma commettono una gaffe clamorosa, perché sono una domanda di alternativa e loro l'hanno sottovalutata».
Su un'eventuale rappresentanza del movimento in giunta, il governatore non si sbilancia, ma sembra chiedere al Pd di non dimenticarsene. «Serve una classe dirigente che quando entra in un bar o in un supermercato, sappia rispondere a chi ha davanti», affonda Bonaccini: «Diamo spazio ai tanti amministratori locali che abbiamo, sono straordinari».
E al segretario Nicola Zingaretti ricorda: «Cambiare nome? Non so, non ci ho pensato. Ma serve una nuova ripartenza con nuovi contenuti: quando li vedrò, dirò la mia». Al M5s, invece, uscito quasi azzerato dalle urne, Bonaccini ha ribadito quanto aveva detto per tutta la campagna elettorale: «Hanno perso un'occasione, perché l'errore più grande è aver voluto provare un'alleanza in Umbria, in quelle condizioni drammatiche, e non farla laddove dove si poteva vincere insieme».
L'Emilia-Romagna del futuro ripartirà dal lavoro e dall'innovazione. E soprattutto dalla richiesta di autonomia, cavallo di battaglia del governatore, che l'ha portata avanti anche tra i malumori dei suoi stessi compagni di partito. «Me l'aspetto: se questo Governo non la concederà, non farò sconti come non li ho fatti al Governo precedente», ha ribadito, indicandola tra le priorità nel dialogo con Roma, insieme a «risorse per gli investimenti» e «alla programmazione di fondi europei».
L'ultimo pensiero per due dei 'tormentonì della campagna elettorale. Il primo è Bibbiano, dove il Pd ha stravinto: «Solo chi non conosce l'Emilia-Romagna può permettersi di andare in un paese di 10mila persone e offenderle dalla mattina alla sera, perché questo hanno fatto», attacca Bonaccini: «La Lega non ha saputo dividere le responsabilità dalla retorica per cui sembrava una comunità fatta tutta di orchi». Il secondo è la voglia di liberazione ripetuta dalla sua avversaria, Lucia Borgonzoni: «È stata un'offesa che ho sentito in maniera particolare e per questo dedico la vittoria alla mia terra e a chi l'ha liberata 75 anni fa, pagando con la vita», si è commosso.
PD MODENA RIPARTE DA 3. GIUNTA? COSTI: "A DISPOSIZIONE"
Una bella vittoria, quella del Pd e del suo governatore Stefano Bonaccini, cui ora bisogna far seguire un rilancio su alcuni temi chiave, dalla sicurezza alla sanità. Per accorciare il gap che comunque rimane, tra cittadini e classe politica.
È La linea a Modena del Pd, che col segretario provinciale Davide Fava rimette in fila oggi i propri neoeletti dopo la vittoria alle elezioni regionali. Mentre il governatore è atteso questa sera in piazza Grande dalle 20.30, Per festeggiare, i tre neo consiglieri regionali modenesi dem si presentano. Ci sono Palma Costi (6.536 Preferenze), assessore uscente alla ricostruzione post-sisma che ha conquistato di nuovo tante preferenze nella bassa, l'ex presidente del consiglio comunale di modena Francesca Maletti (5.534), dem di area cattolica, e il confermato Luca Sabattini (6.031).
Proprio Costi potrebbe essere assessore anche del 'bonaccini ii', ma si vedrà: "Se proseguirò il lavoro sulla ricostruzione post-sisma? Sono a disposizione- risponde la diretta interessata in conferenza stampa- ma non dipende da me, decide il presidente bonaccini in autonomia. Se non dovesse ricapitare a me, porterò avanti il mio lavoro di consigliera regionale". Intanto, segnala costi, "abbiamo una grande responsabilità di governo ed è quella che riguarda le periferie, con un grande lavoro da praticare in montagna e nell'area nord: dobbiamo accelerare su sanità, viabilità e sicurezza, in modo particolare".
BONACCINI BIS: GIUNTA ENTRO UN MESE
Ci sono nuove sfide da affrontare (la prima: la lotta allo smog ai cambiamenti climatici) e la nuova giunta sara' in campo "entro un mese", lo stesso tempo impiegato da Stefano Bonaccini cinque anni fa. "Mi ci metto subito al lavoro- dice il presidente confermato dell'Emilia-Romagna- ci saranno conferme e novita'". Non molti altri gli indizi forniti oggi dal governatore. Di sicuro ci sara' parita' di genere, si puntera' su "competenza, esperienza e capacita' di lavoro sul campo". Infine, non ci saranno esponenti delle sardine: "non hanno chiesto nulla, credo tutto interessi loro tranne che un posto in giunta", sottolinea Bonaccini.
Ci vediamo tra poco a Modena per festeggiare la vittoria con @sbonaccini #elezioniregionali2020
— Nicola Zingaretti (@nzingaretti) January 27, 2020
Ci sono nuove sfide da affrontare (la prima: la lotta allo smog ai cambiamenti climatici) e la nuova giunta sara' in campo "entro un mese", lo stesso tempo impiegato da Stefano Bonaccini cinque anni fa. "Mi ci metto subito al lavoro- dice il presidente confermato dell'Emilia-Romagna- ci saranno conferme e novita'". Non molti altri gli indizi forniti oggi dal governatore. Di sicuro ci sara' parita' di genere, si puntera' su "competenza, esperienza e capacita' di lavoro sul campo". Infine, non ci saranno esponenti delle sardine: "non hanno chiesto nulla, credo tutto interessi loro tranne che un posto in giunta", sottolinea Bonaccini.
ECCO IL NUOVO CONSIGLIO REGIONALE: TUTTI GLI ELETTI
Questi sono gli eletti in consiglio regionale dell'Emilia-Romagna che si aggiungono a Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni.
PARTITO DEMOCRATICO: Raffaele Donini, Marilena Pillati, Francesca Marchetti, Stefano Caliandro, Antonio Mumolo (Bologna), Palma Costi, Luca Sabattini, Francesca Maletti (Modena), Alessio Mammi, Ottavia Soncini, Andrea Costa (Reggio Emilia), Barabara Lori, Massimo Iotti (Parma); Katia Tarasconi (Piacenza), Marcella Zappaterra, Marco Fabbri (Ferrara), Manuela Rontini, Andrea Corsini (Ravenna), Lia Montalti, Massimo Bulbi (Forl-Cesena), Emma Petitti, Nadia Rossi (Rimini).
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LISTA BONACCINI PRESIDENTE: Mauro Felicori (Bologna), Giulia Pigoni (Modena), Stefania Bondavalli (Reggio Emilia)
EMILIA-ROMAGNA CORAGGIOSA: Elly Schlein (Bologna e Reggio Emilia). Primo dei non eletti Igor Taruffi (Bologna).
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EUROPA VERDE: Silvia Zamboni (Bologna).
LEGA: Michele Facci, Daniele Marchetti (Bologna), Stefano Bargi, Simone Pelloni (Modena), Maura Catellani, Gabriele Delmonte (Reggio), Fabio Rainieri, Emiliano Occhi (Parma), Matteo Rancan, Valentina Stragliati (Piacenza), Fabio Bergamini (Ferrara), Andrea Liverani (Ravenna), Massimiliano Pompignoli (Forl-Cesena), Matteo Montevecchi (Rimini).
CHI C'E' DIETRO LA VITTORIA DI BONACCINI: DIETRO LE QUINTE UN TEAM FIORENTINO
FRATELLI D'ITALIA: Marco Lisei (Bologna), Michele Barcaiuolo (Modena), Giancarlo Tagliaferri (Piacenza). FORZA ITALIA: Vittorio Sgarbi (Bologna). Prima dei non eletti Valentina Castaldini.
MOVIMENTO 5 STELLE: Silvia Piccinini (Bologna), Giulia Gibertoni (Modena).
BORGONZONI IL GIORNO DOPO: "BONACCINI ORA MANTENGA TUTTE LE PROMESSE"
"Grazie a tutti, anche per i momenti non semplici, grazie a tutte le associazioni che oggi mi chiamano. Noi come lega ci siamo sempre, lo abbiamo dimostrato quando eravamo al 2,7%. Ora più di un milione di emiliano-romagnoli ha creduto nelle nostre idee e nel nostro progetto. Da domani mattina tutti pancia a terra, e diciamo a chi ha vinto: fate tutto quello che avete promesso nel vostro lungo elenco, tutelate le persone più deboli che hanno lanciato il loro grido in campagna elettorale".
Lo dice Lucia Borgonzoni, nel corso della conferenza stampa oggi nel suo comitato elettorale a bologna con matteo salvini, per commentare il voto. 'Spronando' dunque Stefano Bonaccini e compagnia a mantenere le promesse elettorali, la candidata del centrodestra cita come argomento, di nuovo, la sanità: "abbiamo tantissime segnalazioni, persone che raccontano anche le loro storie come la signora di modena che ha cinque tumori. Lotteremo e cercheremo di risolvere questi problemi reali delle persone".
ISTITUTO CATTANEO ELETTORI DEL M5S DECISIVI PER BONACCINI
Gli elettori del Movimento 5 Stelle vanno a sinistra e sono stati uno dei fattori determinanti per vittoria di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna. E' quanto emerge, in estrema sintesi da uno studio dell'Istituto Cattaneo di Bologna che ha analizzato i flussi elettorali su 4 città (Forlì, Ferrara, Parma, Ravenna) dalle europee 2019 alle regionali 2020. La ricerca mette in rilievo il "ruolo determinante dei 5 Stelle sull'esito del voto".
Infatti, secondo l'istituto bolognese, i due principali sfidanti, ovvero, Stefano Bonaccini, per il centrosinistra, e del e Lucia Borgonzoni, per il centrodestra, "hanno fatto quasi il pieno dei rispettivi elettorati, quindi le scelte degli elettori delle terze forze si sono rivelate decisive". Molti elettori pentastellati - il 71,5% a Forlì, il 62,7% a Parma, il 48,1% a Ferrara si rileva nell'analisi - hanno scelto la candidatura di Bonaccini e solo una minoranza ha deciso di optare per il candidato del M5s (Simone Benini) o per il centrodestra della Borgonzoni.
L'espansione elettorale dell'area di centrosinistra guidata da Bonaccini è dovuta dunque "alla maggiore capacità di attrazione degli elettori pentastellati, che di fronte all'alternativa tra destra e sinistra - si spiega nello studio - hanno optato in modo netto per lo schieramento del presidente regionale uscente".Nelle elezioni in Emilia Romagna, i campi avversi, ovvero centrodestra e centrosinistra, si sono mobilitati in modo "simmetricò, facendo dunque "il pieno" dei rispettivi elettorati, rileva la ricerca dell'Istituto Cattaneo, dunque è stato proprio il voto dell'elettorato M5S, verso sinistra, ad essere l'ago della bilancia per la netta riconferma di Stefano Bonaccini alla guida della regione Emilia Romagna.
Oltre al 'fattore' M5S, secondo lo studio, va evidenziata anche la capacità di Stefano Bonaccini di "conquistare voti tra gli elettori delle liste di sinistra". Ad esempio, nel caso di Ferrara, "il 61,4% di chi nel 2019 aveva votato per un partito a sinistra del Pd ha scelto Bonaccini, e in misura superiore lo stesso fenomeno si è osservato anche a Forlì (71,4%)". Lo studio dell'Istituto Cattaneo sui flussi elettorali (dalle europee 2019 alle regionali 2020) è a cura di Marta Regalia, Marco Valbruzzi e Salvatore Vassallo
FIUMALBO DA RECORD PER BORGONZONI 77,4%
Sono agli estremi geografici della Regione due dei Comuni dove la Lega è andata meglio in Emilia-Romagna. A Fiumalbo, mille abitanti a mille metri di quota, sull'Appennino modenese, al confine con la Toscana, la Borgonzoni ha preso il 77,4%, con la Lega al 59,5%. A Goro, sul delta del Po nel ferrarese, paese diventato celebre per le barricate dei migranti nella vicina frazione di Gorino, la candidata del centrodestra è arrivata al 78,7%, con il partito di Salvini al 65,7%. Il leader della Lega, in campagna elettorale, ha visitato entrambi i Comuni, con comizi molto partecipati.
I CONSIGLIERI REGIONALI MODENESI
Secondo le prime proiezioni i nuovo consiglieri regionali che andranno a far parte dell'assemblea legislativa saranno.
Per il Pd: Palma Costi (6536 preferenze) Luca Sabattini (6mila 31 preferenze) e Francesca Maletti (5534 preferenze).Primo dei non eletti Giuseppe Boschini
la lista Bonaccini Presidente gudagna un seggio che andrà a Giulia Pigoni (1900 prefereenze) primo dei non eletti Chiara Giovenzana
La Lega ottiene due consiglieri e saranno Stefano Bargi (3926) e Simone Pelloni, sindaco di Vignola, 3mila 008.
Fratelli d'Italia elegge un consigliere Michele Barcaiuolo (2mila 374 prefernze)
Forza Italia al momento sembra aver perso tutti i consiglieri in consiglio regionale, sul fronte preferenze Platis ha vinto rispetto ad Andrea Galli
M5S conferma un solo consigliere Giulia Gibertoni
A Bologna eletto, nella lista Bonaccini Giuseppe Felicori responsabile di Ago a Modena
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I CONSIGLIERI ELETTI DEL CENTRO SINISTRA IN TUTTA LA REGIONE
Molte conferme e qualche esclusione eccellente, che potrebbe però rientrare grazie al domino delle nomine in giunta. A risultati consolidati, si delinea il quadro degli eletti del Centrosinistra all'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna.
Il Pd, con 22-23 seggi conquistati, è la forza di maggior peso in aula. A Bologna passano in cinque: il vicepresidente uscente Raffaele Donini (13.786 Voti) e la vicesindaco Marilena Pillati (10.231 Preferenze), a cui si aggiungono i riconfermati Francesca Marchetti (Imola), Stefano Caliandro (capogruppo uscente) e Antonio Mumolo. Rimangono fuori, a un passo dalle elezioni e in attesa, chissà, di qualche scorrimento in graduatoria, Giuseppe Paruolo ed Elena Gaggioli.
A Modena viene rieletta Palma Costi (6.536 Voti), nella legislatura scorsa assessore alle attività produttive, seguita dall'uscente Luca Sabattini e dall'ex presidente del consiglio comunale di Modena, Francesca Maletti. Non riconfermato al momento Giuseppe Boschini, primo dei non eletti.
A Reggio Emilia vengono eletti Alessio Mammi (14.688 Voti) e il segretario del pd provinciale andrea costa, insieme alla vicepresidente uscente dell'assemblea legislativa, Ottavia Soncini. Prima dei non eletti invece roberta mori, presidente della commissione parità in regione e relatrice della legge contro l'omotransfobia. Due riconferme invece per i dem a Parma: tornano in aula Barbara Iori e Massimo Iotti. A Ferrara rieletta Marcella Zappaterra, insieme a lei entra in consiglio Marco Fabbri.
Conferme anche a Ravenna per i dem Manuela Rontini (7.198 Voti) e per l'assessore uscente al turismo Andrea Corsini (6.271 Preferenze). Non riconfermato al momento Gianni Bessi, primo dei non eletti nella circoscrizione.
Stesso andamento a Rimini: rieletti l'assessore uscente Emma Petitti (7.892 voti) e la consigliera Nadia Rossi, non riconfermato invece Giorgio Pruccoli. A Forlì-Cesena per il Pd passano Lia Montalti (rieletta con 8.491 Preferenze) e il presidente della provincia, Massimo Bulbi. A un passo dalla rielezione rimane l'uscente Paolo Zoffoli
A Piacenza infine viene rieletta Katia Tarasconi, primo dei non eletti l'uscente Gian Luigi Molinari. Per quanto riguarda la lista civica di Stefano Bonaccini, fa il pieno di preferenze Mauro Felicori (5.370 Voti), ex direttore della reggia di caserta e già dirigente del settore cultura al comune di Bologna. Il secondo seggio scatta a Modena e in questo caso passa Giulia Pigoni. Per il terzo eletto, invece, la partita si gioca tra le circoscrizioni di Reggio Emilia e Forlì-Cesena.
Quindi in ballo ci sono la giornalista Stefania Ondavalli (2.903 Voti) e il medico Claudio Vicini (4.419). Due invece gli eletti per la lista emilia-romagna coraggiosa. Campionessa di preferenze è l'ex eurodeputata Elly Schlein, che a Bologna passa con 15.975 Coti, seguita dall'uscente Igor Taruffi che si gioca la rielezione con il reggiano Federico Amico.
Il secondo seggio infatti è in palio tra le due circoscrizioni, in base al meccanismo legato al premio di maggioranza (schlein è prima per preferenze sia a Bologna sia a Reggio Emilia). Infine, per Europa Verde dovrebbe essere eletta la coordinatrice regionale Silvia Zamboni a Bologna.
LE PREFERENZE A MODENA CITTA'
Alle elezioni Regionali nei 190 seggi del comune di Modena sono stati espressi complessivamente 22.835 voti di preferenza per le 17 liste a sostegno dei sette candidati alla presidenza. I dati sono provvisori fino alla validazione da parte degli uffici centrali competenti.
Per il Partito democratico i principali candidati votati sono stati Francesca Maletti (3.696), Giuseppe Boschini (2.812), Luca Sabattini (1.510), Palma Costi (1.032), Giulia Bosi (995); per la lista Bonaccini Presidente Chiara Giovenzana (779), Giulia Pigoni (379), Erika Coppelli (350); per Emilia Romagna Coraggiosa Ecologista Progressista Paolo Trande (1.331), per Europa Verde Lillo Bruno Cerami (124); per +Europa Paolo Cristoni (38) , per Volt Emilia Romagna Alessandro Lima (130).
Per la Lega i principali candidati votati sono stati Isabella Bertolini (758), Stefano Bargi (667), Simona Magnani (298) e Simone Pelloni (230); per Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo (1.097) e Daniela Dondi (362), per Forza Italia Antonio Platis (265) e Andrea Galli (258); per Progetto Emilia-Romagna Rete civica Borgonzoni presidente Rosanna Righini (116); per il Popolo della Famiglia-Cambiamo Grazia Ruini (131); per Giovani per l’Ambiente Sara Molesini (4).
Per il Movimento 5 Stelle i principali candidati votati sono stati Giulia Gibertoni (188) e Giuseppe Amici (71); per Potere al Popolo Alice Miglioli (70); per l'Altra Emilia Romagna Stefano Lugli (43); per il Partito Comunista Gian Luca Goldoni (4); per il Movimento 3V Vaccini Vogliamo Verità Ivan Catalano (35).
L'ANDAMENTO DEL VOTO A MODENA CITTA'
Alle elezioni Regionali nei 190 seggi del comune di Modena l’affluenza al voto è stata del 70 per cento con 99.488 elettori rispetto ai 140.214 aventi diritto al voto. I maschi che hanno votato sono stati 48.176 (aventi diritto 67.273), le femmine 51.312 (72.941 aventi diritto).
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Nel 2014, alle precedenti Regionali, l’affluenza era stata del 40,7 per cento, alle Politiche del 2018 del 79,8 per cento, alle Comunali dello scorso anno del 69,4 per cento. Lo scrutinio dei 190 seggi del comune di Modena è terminato intorno alle 9 del lunedì.
Questi i risultati che devono ritenersi provvisori fino al termine della validazione da parte degli uffici centrali competenti.
Nella città di Modena il candidato presidente Stefano Bonaccini, confermato a livello regionale con oltre il 51 per cento dei voti, ha ottenuto il 61,84 per cento (60.349 voti), Lucia Borgonzoni il 33,85 per cento (33.027 voti), Simone Benini il 3,03 per cento (2.959 voti). Gli altri candidati: Laura Bergamini (354 voti), Domenico Battaglia (347), Marta Collot (323), Stefano Lugli (223).
Le sei liste a sostegno di Bonaccini hanno ottenuto complessivamente 52.034 voti (pari al 57.93 per cento): Partito Democratico 35.719 voti (39,77 per cento), Bonaccini Presidente 7.702 voti (8,58 per cento), Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista Progressista 4.195 voti (4,67 per cento), Europa Verde 2.320 voti (2,58 per cento), +Europa 1.472 voti (1.64 per cento), Volt Emilia Romagna 626 voti (0,70 per cento).
Le sei liste a sostegno di Borgonzoni hanno ottenuto complessivamente 33.027 voti (pari al 33.85 per cento): Lega 20.808 voti (23,17 per cento), Fratelli d’Italia 7.205 voti (8,02 per cento), Forza Italia 2.092 voti (2,33 per cento), Progetto Emilia-Romagna Rete civica Borgonzoni presidente 1.332 voti (1,48 per cento), Il Popolo della Famiglia-Cambiamo 480 voti (0,53 per cento), Giovani per l’Ambiente 245 voti (0,27 per cento). Il Movimento 5 Stelle (Benini) ha ottenuto 4.024 voti (pari al 4,48 per cento)
Le altre liste: Potere al Popolo (Collot) 0,52 per cento (468 voti); Partito Comunista (Bergamini) 0,45 per cento (401 voti), l'Altra Emilia-Romagna (Lugli) 0,41 per cento (372 voti), Movimento 3V Vaccini Vogliamo Verità (Battaglia) 0,40 per cento (357 voti). I voti validi per il presidente sono 97.582, per le liste 89.818; le schede bianche sono 487, le nulle 1.406, i voti contestati e non assegnati 21.
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L'ANALISI DI YOUTREND: E' LA VITTORIA DI BONACCINI
"L’esito di questa sfida non era scontato, ma è stato infine netto: il governatore uscente Stefano Bonaccini (Pd) ha vinto, con un risultato che alla fine potrebbe anche superare il 50% dei voti, staccando nettamente la sua sfidante principale Lucia Borgonzoni (Lega).
La prima lezione di queste elezioni è proprio il «fattore Bonaccini»: una candidatura solida e credibile, che si è rivelata molto più competitiva delle liste in suo sostegno. Non è un caso se il distacco tra Bonaccini e Borgonzoni è molto superiore a quello che c’è tra la coalizione di centrosinistra e quella di centrodestra. Bonaccini è riuscito certamente ad intercettare molti elettori esterni al perimetro della sua coalizione: ma, soprattutto, ha anche fatto il pieno tra quegli elettori che hanno espresso una preferenza solo per un candidato presidente, senza votare anche una lista.
La vittoria in Emilia-Romagna è quindi, senza dubbio, in primis una vittoria di Bonaccini. Ma da questa tornata esce a testa alta anche il Partito Democratico. Nonostante la presenza di una lista civica del presidente forte, il PD dovrebbe essere riuscito nell’impresa di tornare il primo partito in Emilia-Romagna, primato che gli era stato tolto prima alle Politiche 2018 dal Movimento 5 Stelle e poi, alle Europee 2019, dalla Lega. E proprio tra PD e Lega i primi dati lasciavano intravedere un testa a testa per la palma di primo partito.
Il dato del PD, ben superiore al 30%, sorprende non solo perchè gli consente di riconquistare un primato in modo forse un pò inaspettato - visti i precedenti elettorali più recenti - ma anche perchè è migliore di quello ottenuto meno di un anno fa alle Europee, prima della scissione di Italia Viva e dell’addio di Calenda (che anche in Emilia-Romagna raccolse molte delle preferenze con cui fu eletto europarlamentare per la lista PD-Siamo Europei).
Ancora più sorprendente è il dato della Calabria, dove il PD secondo le proiezioni è primo partito nonostante la vittoria (netta) della candidata del centrodestra Jole Santelli. In questo caso, se il PD si confermerà primo partito della Regione (un primato privo di effetti concreti, e che dovrebbe essere conseguito con circa il 15% scarso dei consensi) sarà grazie al fatto che i voti nella coalizione di centrodestra si sono quasi perfettamente distribuiti tra le liste della coalizione, con Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia vicinissimi e tutti intorno al 10%.
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IL RISULTATO IN EMILIA ROMAGNA
Matteo Salvini ha perso il suo "referendum" sull'Emilia-Romagna, la regione dove ha trascorso le ultime settimane di una campagna elettorale martellante. Il candidato governatore del centrosinistra Stefano Bonaccini è stato riconfermato presidente con il 51,4%. Netto il vantaggio sulla leghista Lucia Borgonzoni che si ferma otto punti percentuali più indietro al 43,7%. Terzo, staccato, il 5Stelle Simone Benini a 3,5%. Questo il quadro quando sono state scrutinate 4.433 sezioni su 4.520,
VOTO DISGIUNTO: BORGONZONI BOCCIATA DA TANTI ELETTORI DEL CENTRODESTRA
È stato pesante, secondo i primi dati delle schede scrutinate, l'effetto del voto disgiunto alle regionali dell'Emilia-Romagna: Stefano Bonaccini ha preso circa il 3% in più delle liste a lui collegate, rosicchiando voti sia a Lucia Borgonzoni, sia al Movimento 5 Stelle. Sia Borgonzoni, sia Benini, sono infatti al di sotto dei voti presi dalle liste che li sostengono.
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PROIEZIONE SEGGI A MODENA:
3 SEGGI AL PD 1 A LISTA BONACCINI 2 ALLA LEGA 1 AL M5S E 1 A FDi
Si consolida la composizione della nuova Assemblea legislativa emiliano-romagnola dopo la vittoria di Stefano Bonaccini e della coalizione di centrosinistra. La seconda proiezione elaborata da esperti statistici della Regione per cronacabianca.eu assegna al Pd da 22 a 23 seggi, di cui 5 a Bologna, 3 rispettivamente a Modena e Reggio Emilia, 2 a Parma, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, 1 o 2 a Piacenza.
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Alla Lega, primo partito del centrodestra, spetterebbero 14 seggi, 2 per ora rispettivamente a Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza e uno nelle rimanenti circoscrizioni provinciali.
Fra le liste di centrosinistra conquisterebbero 3 seggi la lista Bonaccini Presidente (uno rispettivamente a Bologna e Modena e il terzo o a Reggio Emilia o a Forlì-Cesena),2 seggi andrebbero a Emilia-Romagna Coraggiosa (Bologna e Reggio) e un seggio spetterebbe a Europa Verde nella circoscrizione di Bologna.
Nella coalizione di centrodestra, inoltre, verrebbero assegnati da 2 a 3 seggi a Fdi, uno rispettivamente a Bologna e a Modena e il possibile terzo a Piacenza, mentre un seggio, a Bologna, sarebbe appannaggio sia di Fi sia della lista Borgonzoni Presidente.
Infine, il M5s potrebbe ottenere da uno a 2 seggi, di cui uno a Bologna e uno a Modena o a Reggio.
Non dovrebbero ottenere seggi +Europa, Volt, Il popolo della Famiglia-Cambiamo e Giovani per l’Ambiente.
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L'EMILIA ROMAGNA STOPPA SALVINI LA CALABRIA A SANTELLI
Matteo Salvini non espugna l’Emilia Romagna. Nessuna vittoria storica della Lega nella regione ’rossa', dove il Pd sembra tornare ad essere il primo partito, dopo il sorpasso subito alle scorse elezioni europee, anche se di misura con i leghisti che restano alle calcagna.
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Per i dem si tratta di una sorta di ’rinascita', un risveglio dopo le sconfitte (anche pesanti, come in Umbria) subite alle scorse tornate elettorali: è primo partito in Calabria, nonostante la vittoria del centrodestra con la candidata di Forza Italia, Jole Santelli.
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Una vittoria annunciata, quella della deputata azzurra, che fa tirare il fiato al partito di Silvio Berlusconi, sceso invece ai minimi storici in Emilia Romagna, dove si profila una vittoria netta del candidato del centrosinistra, Stefano Bonaccini, governatore uscente. Che vola verso la vittoria anche grazie al voto disgiunto. Crollano i 5 stelle: sconfitta la ’terza vià voluta e difesa dall’ex capo politico Luigi Di Maio.
Restano silenti i pentastellati, il reggente Vito Crimi parlerà solo domani mattina. È il candidato M5s in Emilia, Simone Benini, che incassa poco più del 3%, a metterci invece la faccia: «Il Movimento non sparisce», replica duro a Salvini che li aveva liquidati poco prima senza molti fronzoli.
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E anzi, queste elezioni regionali, per Benini, «danno forza al governo». Se infatti è vero che non ci sarà alcuna «citofonata» al premier Giuseppe Conte, come avevano preannunciato sia Salvini che Meloni in caso di vittoria, per dare lo sfratto al governo, è altrettanto vero che dalle urne escono nuovi e differenti equilibri nella maggioranza e a palazzo Chigi. Il ’nodò tenuta dei 5 stelle dovrà essere affrontato, in vista della verifica, con il Pd che già rilancia con forza le proprie proposte.
SALVINI DAL "STRAVINCIAMO NON VEDO L'ORA CHE SIA DOMENICA A NON SONO SCONFITTO..."
Matteo Salvini scende in sala stampa dopo la prima proiezione televisiva delle Regionali emiliano-romagnole. Maglioncino di lana color carta da zucchero, divisa degli ultimi giorni di campagna elettorale, il capo della Lega ringrazia gli elettori che sono andati a votare.
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«Di solito i politici non commentano exit poll, grazie a chi oggi ha votato», premette, citando la «lezione» di Giorgio Gaber, «libertà è partecipazione». «Avendoci messo sangue, anima, ascolto, e avendo fatto migliaia di chilometri, mi prendo un pezzettino di merito di aver ri-coinvolto tante persone», aggiunge. Poi il segretario leghista esulta per il risultato in Calabria, dove la candidata di FI sostenuta da tutto il centrodestra, Jole Santelli, è in netto vantaggio. Per quanto riguarda la battaglia delle battaglie, l’Emilia Romagna, Salvini evita la parola sconfitta.
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E a chi glielo chiede dice che «assolutamente no», non si sente sconfitto. Ma il distacco del governatore dem uscente Stefano Bonaccini sulla sfidante leghista Lucia Borgonzoni è un dato.
Un risultato lontano dalle aspettative dei leghisti e dello stesso Salvini, che era convinto di vincere. Il segretario leghista, che da mesi aveva messo tutte le sue fiches sulle elezioni regionali fino a primavera 2020, puntando a vincerle tutte e dare una ’spallatà al governo Conte, vede quindi ampiamente ridimensionati i suoi obiettivi.
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Difficilmente ora potrà sostenere, come fatto finora, che i partiti di maggioranza vogliono impedire al popolo italiano di votare perchè ovunque vince la Lega.Impegnato in prima persona da inizio novembre nella corsa emiliano-romagnola, che lo ha portato in circa 150 luoghi, tra piazze ed eventi privati, Salvini ha trasformato la corsa in Regione in una sorta di referendum sulla sua figura. E se sarà confermata la sconfitta di Borgonzoni sarà soprattutto un «colpò al suo leader: la sua prima vera sconfitta degli ultimi anni, comunque, dalle politiche del 2018. Tra i leghisti al comitato elettorale rari i musi lunghi, prevale l’atteggiamento positivo inculcato dal capo.
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Anche se la delusione è cocente. Alcuni incolpano i 5 stelle, che sembrano aver votato Bonaccini, altri lamentano la mancanza di una classe dirigente locale in Emilia. Intanto, Salvini e Borgonzoni annunciano una conferenza stampa per la mattinata, alle 10.
A BIBBIANO TRIONFA IL PD
Stefano Bonaccini è in netto vantaggio e il Partito democratico sopra il 40%: sono i risultati provvisori delle elezioni regionali a Bibbiano, il paese del Reggiano finito al centro dell'inchiesta 'Angeli e Demonì sugli affidi. Quando sono state scrutinate 3 sezioni su 7, il Pd è infatti al 42,2%, mentre il candidato presidente Bonaccini è al 58%%; la sua sfidante, Lucia Borgonzoni, al 36%. Il Comune di Bibbiano, tuttavia, è storicamente di centrosinistra: alle precedenti elezioni regionali Bonaccini aveva preso il 57%, con il Pd ben oltre il 50%.
CHI GOVERNA LE REGIONI IN ITALIA
Il centrodestra strappa al centrosinistra la Calabria e rafforza la leadership per quanto riguarda i Governi regionali, nonostante la conferma di Bonaccini in Emilia Romagna. Il centrodestra governa 13 regioni: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Il centrosinistra governa 6 regioni: Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia e Campania. L’Union Valdotaine ha il Presidente della Valle d’Aosta. Nel 2020 si voterà in Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania e Puglia.
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