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Il presidente Bonaccini in piazza con il suo capitano Così Modena abbraccia il vincitore

Il presidente Bonaccini in piazza con il suo capitano Così Modena abbraccia il vincitore

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MODENA Tantissime persone e un grande abbraccio: quello al “Capitano”, «l’unico vero Capitano che io riconosca», come ha detto il presidente. Come annunciato nella lunga notte del trionfo, ieri sera Stefano Bonaccini ha festeggiato la vittoria delle elezioni regionali nella “sua” Modena: una piazza Grande gremita da cinquemila persone ha salutato il governatore confermato per il secondo mandato dopo aver staccato Lucia Borgonzoni, la candidata leghista del centrodestra, di otto punti percentuali.

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E mentre la piazza si riempiva, sul palco con il presidente sono saliti diversi sindaci, a partire da Gian Carlo Muzzarelli, ma anche il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti e tutti i candidati al Consiglio regionale delle sei liste che hanno sostenuto Bonaccini.

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Sul palco è salita anche la Sardina reggiana Giulia Sarcone, anche se il momento più atteso è stato quello dell’abbraccio tra Bonaccini e lo “zar” Ivan Zaytsev, il campione del volley che ha sostenuto apertamente la candidatura del presidente uscente. Prima di salire sul palco, lo “zar” - che il governatore ha chiamato «l’unico vero Capitano che io riconosca», in opposizione a Matteo Salvini - ha commentato la vittoria del centrosinistra: «Tutta l'Emilia Romagna aspettava questo risultato - queste le parole di Zaytsev - e qui stasera ci sono facce felici e sorridenti. Siamo tutti consapevoli dell’ottimo lavoro svolto da Stefano, gli vogliamo bene e il futuro del Partito democratico è con Stefano».

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Secondo il pallavolista di Modena e della Nazionale, inoltre «quella della Lega è stata una campagna tutta incentrata sui social, su cose che hanno creato tanti commenti e tanto engagement, mettiamola così. La campagna di Stefano è stata molto più umana e a contatto con le persone: lui è una persona molto profonda - ha aggiunto lo “zar” - che ama stare insieme alle persone. Speravo che le elezioni andassero così: sono felice per Stefano perché so cosa ha passato».

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Quindi, la ricostruzione della telefonata nel cuore della notte tra domenica e lunedì, a vittoria certa, quando il presidente era nel suo quartier generale di Casalecchio, alla Casa dei Popoli: «Ci siamo sentiti intorno alle tre del mattino, ora spero che riesca a dormire qualche ora perché negli ultimi giorni so che ha dormito poco. Lo ringrazio - ha chiuso il pallavolista - e ringrazio le Sardine, che sono state fondamentali.

L’Italia ha bisogno di un movimento del genere». Grande soddisfazione anche per il leader nazionale del Pd, che però, forse per non “mettere il cappello” su una vittoria che è prima di tutto di Bonaccini, non ha parlato sul palco: «Oggi il Partito democratico è tornato a essere il punto di riferimento - ha detto Nicola Zingaretti a margine della festa - un punto di riferimento importante.

Tutto questo è incredibile - ha aggiunto il leader dem - perché non ci credeva nessuno, e sono contento di aver dato una mano. Missione compiuta!».

Tornando alla festa, mentre piazza Grande si riempiva di persone, di slogan e di bandiere, il presidente Bonaccini ha ricordato che «questa è una Regione che grazie alla sua gente e alla voglia di sacrificio ha saputo diventare una delle realtà dalla qualità della vita più alta d’Europa.

Una terra nella quale le persone sanno criticarti, sono abituate a una sanità che funziona - ha detto ancora Bonaccini - pretendono asili nido che funzionano e servizi di qualità, ma non accettano che arrivi qualcuno che indichi loro cosa dirti per criticarti». Il governatore ha quindi ricordato di aver «chiuso la campagna in due Comuni dell’appennino bolognese: il primo è stato Monghidoro, comune guidato da una civica di centrodestra, dove abbiamo inaugurato un asilo nido, una questione che per noi resta una priorità, soprattutto nelle zone della montagna.

Poi sono andato a Marzabotto, dove ci sono le nostre radici: ci sono andato anche per ribadire che loro (la Lega e Salvini, ndr) devono vergognarsi quando dicono che vogliono liberare una terra che grazie a tanti, a troppi, è stata già liberata 75 anni fa. Ma oggi non c’è tempo da perdere - è tornato all’attualità il governatore - entro poche settimane nominerò la nuova giunta, perché servono uomini e donne capaci per dare risposte». — L.G.

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