Gazzetta di Modena

Modena

Antonio Panini: «Sarei felice se tutto rimanesse qui in città»

S.L.

Il membro della storica famiglia sull’ipotesi del museo bolognese «Stimo Bellini e Comaschi, il progetto ipotizzato non è male, ma...» 

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l’intervista

Dopo il no alla Svizzera ora è Bologna a prospettare la realizzazione di un museo con l’immensa collezione di “figu” di Gianni Bellini. Abbiamo sentito sull’ipotesi Antonio Panini, membro della famiglia che negli anni Sessanta fondò la celebre fabbrica di via Emilio Po e figlio di Giuseppe che con i tre fratelli diede vita all’impero oggi in altre mani. «Non voglio assolutamente fare polemiche - spiega Antonio Panini - perché sulla vicenda ho un sentimento positivo verso chi è così tanto appassionato di figurine come Bellini. E anche il progetto che si anticipa non è male. Ovviamente un privato valuta il progetto museale migliore per lui quindi bene, ma io sarei ancora più felice se l’importante collezione restasse a Modena invece di migrare per quaranta chilometri a Bologna. In ogni caso su questa vicenda ho sentito che si è interessato anche Giorgio Comaschi, una persona che stimo perché è un bravo attore e perché ha anche riportato d’attualità la storia bellissima dell’epopea di Felix Pedroni». Antonio Panini termina ricordando il gesto del padre Giuseppe che in vita decise di lasciare al Comune di Modena la sua celebre collezione di figurine: «Giuseppe andò alla ricerca anche delle antenate delle card Panini e appunto prima aprì il museo dentro l’azienda e poco dopo lasciò tutto a Modena tra fine anni ’80 e inizio dei ‘90». Da tutto ciò è nato il Museo della Figurina “Giuseppe Panini” collocato da anni a Palazzo Santa Margherita e oggi accorpato a Fondazione Modena Arti Visive. La nostra città dunque già da anni - con un successo di pubblico ancora piuttosto contenuto - detiene una unicità internazionale come il Museo della figurina. A quanto pare, però, sul fronte pubblico o privato della nostra città non è mai arrivata a Bellini una proposta “seria”. Nessuno gli ha chiesto di mettersi intorno a un tavolo e così il rischio che la “capitale” delle figurine debba essere divisa con i cugini bolognesi è dietro l’angolo. Con l’aumento dei turisti sotto la Ghirlandina forse non è una bella idea anche proprio per la storia della pubblica collezione Giuseppe Panini. Il museo ha visto l’apertura pubblica a molti anni dalla donazione al Comune perfezionata nel 1992, avvenuta il 15 dicembre 2006. La raccolta riunisce, accanto alle figurine propriamente dette, materiali affini per tecnica e funzione: piccole stampe antiche, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, carta moneta, menu, calendarietti, album pubblicati dalle ditte per raccogliere le serie o creati per passatempo dai collezionisti seguendo solamente il proprio gusto estetico e la propria fantasia e molti altri materiali ancora. Nella sala espositiva si vedono circa 2.500 pezzi del gigantesco patrimonio costituito da oltre 500mila esemplari. Attualmente si visita qui la mostra “Bici davvero! Velocipedi, figurine e altre storie” (fino al 13 aprile). —

S.L.

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