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STRAGE DI CORINALDO 

La “banda dello spray” chiede l’abbreviato

C.G.
La “banda dello spray” chiede l’abbreviato

Richiesta al gip di Ancona dai sei giovani modenesi imputati per omicidio preterintenzionale e per una raffica di rapine

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Hanno chiesto il rito abbreviato i sei imputati per la strage di Corinaldo: sono i membri delle due gang di rapinatori che usavano lo spray al peperoncino ai concerti rap e trap per strappare le collane d’oro e che quella tragica sera nella discoteca di Ancona, unitesi, seminarono il panico portando all’assembramento all’uscita che provocò i decessi. La richiesta del rito abbreviato, del resto attesa, è stata formulata per alcuni condizionandola a una perizia tecnica sula sicurezza del locale (l’obiettivo è chiarire il tipo di colpa di questi giovani modenesi nell’ambito della strage) e i parte con un dossier di indagini difensive. Il giudice deve decidere e fissare comunque una nuova data per l’udienza.

La banda dello spray - accusata di essere responsabile della strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove nella calca provocata da spruzzi di sostanza urticante, morirono sei persone (5 minorenni e una mamma) - ha dunque chiesto al Tribunale di Ancona di procedere con il rito abbreviato. Dopo la decisione della Procura per il giudizio immediato, arrivata un anno dopo i fatti, gli avvocati dei sei indagati hanno avanzato in questi giorni la richiesta di procedere con il rito alternativo che permette di avere uno sconto di pena in caso di condanna.

La richiesta difensiva dell’abbreviato punta chiaramente a un riduzione di un terzo della pena in caso di condanna e ad evitare una esposizione in pubblico dei fatti e delle testimonianze, mentre per il tribunale eviterebbe di fare sfilare più di duecento testimoni che allungherebbero enormemente i tempi del processo in Assise. Restano invece ferme le possibilità di costituirsi parte civile in abbreviato per le parti offese, i familiari delle vittime e i feriti stessi.

I reati ipotizzati già nella notifica per il giudizio immediato in Assise, erano di omicidio preterintenzionale, associazione per delinquere, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo. Imputati i modenesi Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada e Badr Amouiyah, ragazzi tra i 19 e i 20 anni, della Bassa, arrestato il 2 agosto 2019 suscitando clamore nazionale per la violenza e la spregiudicatezza delle loro numerose rapine.

La data del processo non è stata ancora fissata. A portare la Procura, con i pm Valentina Bavai e Paolo Gubinelli, a chiedere il giudizio immediato saltando l'udienza preliminare, erano stati «chiari e concordanti elementi di responsabilità». I sei sono ritenuti responsabili di almeno un centinaio di colpi, tra furti e rapine in locali del centro e nord Italia, messi in atto spruzzando spray al peperoncino e poi approfittando della confusione per sfilare o strappare collane e monili. Lo stesso modus operandi usato nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018 a Corinaldo, dove con il gruppo c'era anche Eros Amoruso, morto pochi mesi dopo in un incidente stradale. —

C.G.

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