«Chiesa di San Francesco, inutili allarmismi Faremo vedere le varie idee di restauro»
Mirandola. L’assessore e architetto Letizia Budri replica a Italia Nostra: «Il recupero dell’edificio sarà conservativo»
«Siamo molto felici - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Letizia Budri - che la Prefettura di Modena, essendo la chiesa proprietà del ministero degli Interni e il ministero Beni culturali con il segretariato Emilia Romagna, abbiano deciso di accelerare su San Francesco. Il Comune è spettatore in questa fase, ma contiamo di presentare in primavera le cinque proposte di restauro che sceglierà lo Stato attraverso il concorso di idee. Vorrei rassicurare Italia Nostra: non ci saranno stravolgimenti visto che si è già deciso che resterà una chiesa, ma esistono vari filoni di idee in campo di restauro dell’antico».
Budri, architetto di professione e quindi ultra competente in materia, interviene dopo che pochi giorni fa l’associazione nazionale Italia Nostra aveva manifestato un allarme per la piega che sta prendendo l’importante restauro di una delle chiese più importanti del cratere del sisma 2012. L’associazione fondata negli anni ’50 da alcuni intellettuali ricordava che “L’istituzione della tutela dei beni antichi deve avere in proprio ben ferme le idee per il restauro: quelle e solo quelle che stanno nel Codice beni culturali. Esse non possono essere messe in libera discussione attraverso un concorso. Con ogni probabilità si sfogherà l’inventiva degli architetti, soprattutto quelli stranieri visto che fuori dall’Italia non si condividono i principi del restauro elaborati nella storia della cultura italiana. Pensiamo soprattutto a Cesare Brandi”.
L’assessore e vicesindaco Budri non ci sta e rassicura tutti: «Ho partecipato per conto del Comune agli incontri della prefettura con il Segretariato di Corrado Azzolini dei beni culturali e quindi non siamo certo al buio riguardo a San Francesco. Anzi, siamo felici che lo Stato attraverso due ministeri abbia messo in moto il progetto che porterà entro l’inizio dell’estate alla scelta del vincitore del concorso di idee».
L’architetto illustra i tempi che porteranno alla nuova San Francesco: «Entro il 21 febbraio al Segretariato dovranno arrivare le idee degli studi d’architettura e cinque di esse saranno prescelte. Poi se il vincitore proporrà una soluzione praticabile sempre il ministero affiderà la progettazione definitiva. Noi nel frattempo vorremmo avere un percorso partecipato presentando i cinque progetti finalità alla cittadinanza, una volta che saranno individuati».
Budri interviene anche nel merito sulle posizioni di Italia Nostra: «Mi pare una posizione un po’ conservatrice, del resto l’associazione è sempre per il com’era e dov’era. Ma occorre tranquillità visto che il Segretariato di Azzolini parla di restauro critico e inoltre è già stato deciso che la chiesa sarà di nuovo aperta al culto e alla visita. Ci sono vari approcci sul restauro, ma occorre stare tranquilli perché a Mirandola c’è un precedente: il Duomo, anche se in questo caso di proprietà della Diocesi, è stato recuperato salvaguardando l’unità di immagine come avverrà anche in questo caso. L’innovazione di cui si parla nel bando riguarda comunque l’approccio materico e l’innovazione tecnologica e per questo invito a non restare su posizioni arroccate». —
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