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Scuola, ultimi giorni per le iscrizioni Cadamuro: così si cresce

Serenella Dalolio
Scuola, ultimi giorni per le iscrizioni Cadamuro: così si cresce

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Ultimi giorni per iscriversi alle classi prime per l’anno 2020/2021. Le iscrizioni alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado (elementari, medie e superiori) si possono effettuare esclusivamente on line, fino alle ore 20 del 31 gennaio. L’iscrizione alle classi prime (primaria, secondaria di I e II grado) è un momento di importante coinvolgimento per la scuola, la famiglia e gli studenti. Ne parliamo con Alessia Cadamuro, professore associato di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Il bambino che frequenterà la prima elementare farà il suo ingresso nella scuola dell’obbligo. Che cosa l’ attende?

«Il passaggio dalla scuola d’infanzia, dove domina l’aspetto ludico, a un contesto dove ci si deve confrontare con materie, didattica, compiti e valutazioni è un salto netto, un confine che si attraversa senza possibilità di ritorno. La scuola primaria non è in continuità con la scuola dell’infanzia: non è scuola del gioco. È cognitivamente che questo passaggio rappresenta per il bambino la sfida più impegnativa. Gli è richiesto di prestare attenzione e concentrarsi per attività che perdono via via le caratteristiche del gioco per diventare “cose” serie, da grandi: studiare, imparare a leggere, scrivere, contare e a essere cittadini del mondo».

Il ragazzino che sarà promosso al primo grado della scuola secondaria quali abilità di integrazione e di apprendimento può mettere in campo?

«Qui il preadolescente si trova a dover cambiare compagni, probabilmente amici, e confrontarsi con un numero maggiore di adulti. Aumentano le discipline ma soprattutto gli insegnanti, con atteggiamenti, disponibilità e richieste differenti. Il ragazzo deve cominciare a strutturare un metodo di studio autonomo, che sia flessibile e consapevole. Un problema aggiuntivo, al quale il sistema scolastico sta da anni cercando di porre rimedio (si pensi alla SSIS, o ai TFA), è legato al fatto che questi insegnanti sono per lo più disciplinaristi. Vale a dire che hanno conoscenza sulla disciplina, ma meno competenze didattiche su come insegnarla».

L’iscrizione alla secondaria superiore è il momento di sintesi di un lungo periodo di riflessione.

«La scelta della scuola secondaria possiamo proprio vederla come il primo tassello di un percorso identitario, quello che dovrebbe portare il ragazzo a domandarsi: come mi vedo tra qualche anno e quindi cosa ritengo utile e interessante studiare? Pretendere che degli adolescenti abbiano la capacità di proiettare questa progettualità nel futuro è una richiesta eccessiva e frustrante. Nonostante tutte le attività di orientamento che si provano a rendere disponibili per i ragazzi, è molto difficile che questi ultimi abbiano già maturato un progetto di vita, per questo spesso sono le famiglie a decidere. La scuola dovrebbe sostenere i ragazzi nell’individuare le proprie attitudini, gli interessi, le motivazioni e le aspettative, al fine di rendere questo percorso uno strumento e una risorsa di sviluppo personale, per crescere come persona e non solo come studente». —



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