Gazzetta di Modena

Modena

«Sì, è vero: ho “adottato” due ragazzi È una scelta di umanità contro la paura»

Elisa Sassorossi Sara Ferhati Mirabel Imhanfeotor
«Sì, è vero: ho “adottato” due ragazzi È una scelta di umanità contro la paura»

Storie di accoglienza / 1. Don Paolo Boschini 

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA Nove del mattino. Si presenta un uomo sulla cinquantina, non eccessivamente alto, con indosso una bizzarra tuta da ciclista arancione e nera. Avanza sfregandosi le mani. “Avete voglia di un caffè?”.

Si tratta di Don Paolo Boschini, sacerdote della chiesa della Beata Vergine Addolorata di Modena. Ad accompagnarlo, Jawad, un ragazzo pakistano di appena 20 anni, uno dei suoi due “figli”, come lui ci tiene a definirli. Il ghiaccio si rompe facilmente: Don Paolo è entusiasta di condividere il suo straordinario progetto di umanità, di cui Jawad è l'incarnazione.

Cosa lo ha spinto a decidere di adottare questi due ragazzi?

«L’idea non è partita solo da me, ma da tutta la comunità cattolica della parrocchia; già 12 anni fa il parroco aveva diviso il suo appartamento in due parti, una delle quali destinata a famiglie senza tetto, homeless e altri bisognosi. Si trattava del progetto “Emergenza freddo”, da cui poi, come comunità, abbiamo deciso di staccarci, poichè per noi essere senza casa è sempre un'emergenza, non solo d'inverno. La mia motivazione è molto semplice: siamo tutti umani; la mia filosofia è sempre stata “fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te”. Siamo cristiani e viviamo il cristianesimo vivendo la sofferenza in qualsiasi modo essa si presenti».

Il fatto che fossero di religione musulmana ne ha ostacolato l'integrazione?

«No. Questa è una comunità fondata su due pilastri: l'umanità ed il Vangelo. Umanità è una dimensione aperta all'incontro, allo scambio. E poi tutti noi siamo meticci, nessuno è puramene italiano o nigeriano, siamo tutti mescolati, anche per quanto riguarda la nostra cultura, il nostro pensiero. Accoglienza significa prendere la vita degli altri nel proprio cuore, a prescindere dalla religione o dal colore della pelle».

Ha mai pensato che questa scelta di adottare dei figli fosse anti-convenzionale in quanto sacerdote?

«Secondo me non si tratta di una scelta convenzionale o anti-convenzionale quanto di umanità. Io sono sicuro che se mi fossi trovato al suo posto, lui avrebbe fatto lo stesso con me. Ritengo che alla fine di tutto non ci sia bisogno di certezze, ma di fiducia che è il legame sociale fondamentale; il contrario invece, la paura, ha una tendenza distruttiva».

Il sistema di accoglienza in Italia è efficace?

«Ha degli aspetti buoni, come ad esempio la competenza, la serietà e l'intelligenza. Ma non c'è una seria politica migratoria dagli anni '90; ci sono più slogan che pratiche funzionanti. Oggi le leggi italiane penalizzano i migranti che incontrano numerose difficoltà nell'ottenere documenti come la carta d'identità, la patente di guida, la partita Iva». —

Elisa Sassorossi

Sara Ferhati

Mirabel Imhanfeotor

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google