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Vignola sogna il bosco per le api «Nascerà nell’area del Poggio»

Vignola sogna il bosco per le api «Nascerà nell’area del Poggio»

Bonificata la zona di 5mila metri quadrati dalle piante infestanti Il vice sindaco Pasini: «Nuovi alberi in fiore per tutelare gli insetti» 

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ambiente

VIGNOLA. «È stato completato in questi giorni il risanamento ambientale dell’area verde in località “Il Poggio” lungo via Montanara. L’intervento è propedeutico alla realizzazione del progetto “Il bosco delle api”». Ad annunciarlo è il vicesindaco di Vignola, Angelo Pasini, che spiega: «Quest’area, che si estende su circa 5.000 metri quadrati di superficie, è stata ripulita da rifiuti di vario genere, piante infestanti, rampicanti e rovi, per ridurre il rischio di incendio dato dall’accumulo di vegetazione secca che si era formata nel corso degli anni. Gli infestanti erano anche causa di danno per gli alberi di querce, bagolari e noci germogliati spontaneamente proprio nell’area verde. Essenze che ora, finalmente liberate, potranno crescere rigogliose. Sono stati anche messi a dimora - prosegue Pasini - i primi 15 ciliegi da fiore. Metteremo altre essenze arboree di diverse specie per avere alberi in fiore dalla primavera all’autunno, le cui chiome contribuiranno a ridurre i gas serra come l’anidride carbonica, e a creare un ambiente biologico favorevole al proliferare delle api. Falcidiate da inquinamento e malattie parassitarie, la tutela delle api è uno dei punti qualificanti della nostra politica integrata nel sistema di gestione ambientale, conforme alla norma del 2015 e alla registrazione Emas. Questo - prosegue il vicesindaco Pasini - è uno dei progetti che, con la firma dell’accordo tra Comune di Vignola e Università di Bologna per la gestione sostenibile del verde pubblico, andremo adesso ad implementare. Intendiamo inoltre proporci per un’opera di sensibilizzazione sull’importanza delle api e del rispetto dell’ambiente».

E nel piano comunale entrano diversi attori: «Ci proporremo quindi all’istituto agrario “Spallanzani” e a chiunque interessi il benessere delle api: aziende agricole, vivaisti, apicoltori e cittadini che hanno a cuore lo stato di salute dell’ambiente circostante».

Quello della mancanza di api, del resto, è un problema sempre più impellente anche in Italia. Solo qualche mese fa Diego Pagani, presidente di Conapi, consorzio nazionale apicoltori, ha descritto la produzione di miele del 2019 come “la peggiore stagione della storia”. Un’opinione che pesa, perché pronunciata dall’esponente di un’associazione che raggruppa 270 aziende, circa 700 apicoltori, con circa 100 mila alveari in tutta Italia (il 45% bio) in grado di produrre fino a 3mila tonnellate di miele ogni anno.

Nel 2019 inoltre, secondo un’analisi di Coldiretti, a causa del maltempo le api non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare e il poco miele che sono riuscite a produrre lo hanno mangiato per sopravvivere. Il risultato è che nell’ultimo anno la produzione nazionale è risultata ben al di sotto degli oltre 23,3 milioni di chili del 2018.

Intanto, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, le importazioni crescono, con circa la metà delle quali che arriva dall’Ungheria e quasi il 10% dalla Cina. Nel suo piccolo, ora, con il “Bosco delle Api”, Vignola intende dare voce e sensibilizzare su questo problema, che affligge l’agricoltura italiana e mondiale. —

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