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Novi Sad, la droga offerta a chi passa

Victoria Saltaciuc Giulio Sanzi Eleonora Schiavi
Novi Sad, la droga offerta a chi passa

Adulti e giovanissimi vengono avvicinati dagli spacciatori «Gli ho detto di no e ha cercato di aggredire il mio amico»

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Il parco Novi Sad, durante il periodo estense, corrispondeva alla Piazza d'Armi e dal 1872 fu sede dell'Ippodromo, di cui rimangono le tribune. Oggi è noto perché ospita importanti manifestazioni musicali, ludiche e sportive, oltre al mercato settimanale del lunedì e quello dell'antiquariato ogni quarto sabato e domenica di ogni mese. Inoltre è molto frequentato per il Museo Archeologico all'aperto Novi Ark, realizzato con i resti di una strada e di una necropoli di epoca romana rinvenuti durante i lavori per la costruzione del parcheggio sotterraneo.

Il parco Novi Sad, oggigiorno, però, viene associato soprattutto a fatti di microcriminalità e spaccio, che lo rendono un luogo da evitare in determinate fasce orarie.

Avvengono, in particolare, episodi di risse, scippi e aggressioni. Per citare solo alcuni esempi accaduti nell’ultimo anno: nel gennaio 2019 un rapinatore seriale ha tentato uno scippo e ha rischiato il linciaggio, a luglio si è verificata una rissa davanti alle tribune del parco durante la quale uno straniero è stato ferito da una bottigliata. Nell’agosto 2019 un’altra rissa è scaturita dal riconoscimento di una bicicletta rubata, ad ottobre uno straniero è stato accerchiato e accoltellato mentre la rissa più recente ha avuto luogo l’11 dicembre scorso tra due ragazzine in seguito ad offese avvenute sui social e “risolte” al Novi Sad.

Gli spacciatori, poi, possono agire singolarmente o in gruppo in diverse parti del parco. Tentano di vendere cocaina, marijuana, hashish e “roba varia” creando spesso disagi e incutendo timore tra i cittadini.

Il parco cittadino, in quanto piazza privilegiata di spaccio, è al centro di controlli antidroga. Gli scambi vengono osservati dagli agenti in borghese del Nucleo problematiche del territorio intenti a svolgere il servizio di contrasto allo spaccio di stupefacenti, nell’ambito dei servizi periodici coordinati della Questura. Nonostante questi provvedimenti la presenza dei pusher continua ad assillare sia gli adulti che i ragazzi modenesi creando una situazione insostenibile ed inaccettabile.

«Dopo aver ripetuto più volte al pusher che non ero interessato, ha tentato di aggredire un mio amico. Sono dovuti intervenire altri spacciatori per portarlo via».

«Mi si è avvicinato, mi ha chiesto se volevo cocaina a cinquanta euro al grammo» - raccontano due studenti rispettivamente di diciotto e diciassette anni che hanno voluto mantenere l’anonimato. Ma i loro racconti rappresentano la quotidianità.

A causa di questi spiacevoli episodi, sempre più frequenti, il parco Novi Sad purtroppo non può essere vissuto come un tranquillo luogo di incontro. —

Victoria Saltaciuc

Giulio Sanzi

Eleonora Schiavi



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