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Regionali 2020/ Su 106 alunni, 96 sono andati a votare.

Samuel Benetti Carlotta Calò Giulia Cavani Kevin Conoscenti
Regionali 2020/  Su 106 alunni, 96 sono andati a votare.

«Un dovere esprimersi» Tanti studenti alle urne «ma la scuola non dà basi»

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MODENA. Domenica scorsa si sono svolte le votazioni per la regione Emilia Romagna. Ma veramente i giovani si sono recati alle urne in numero maggiore rispetto al recente passato?

Per capirlo abbiamo effettuato un sondaggio nelle classi quinte del liceo Corni riguardo all'intenzione o meno degli studenti di recarsi alle urne. Dei 106 studenti a cui abbiamo sottoposto questa domanda, 96 hanno risposto affermativamente, 7 negativamente e i restanti 3 non si sono espressi in quanto non cittadini italiani.

Questo dato, purché proveniente da un campione di ragazzi relativamente ristretto, indica un grande interesse da parte dei giovani che, sentendosi chiamati in causa, hanno deciso di esprimere la loro opinione.

Quasi destabilizzati da questo risultato, che sottolineiamo attestarsi di molto al di sopra della media nazionale di affluenza alle urne, abbiamo deciso di chiedere in maniera diretta ai protagonisti del sondaggio di argomentare la propria risposta. Ciò che ci siamo sentiti ripetere il più delle volte è stato: «E’ importante esprimere il proprio parere con il voto per costruirsi un futuro migliore. E nonostante la scuola non ci informi adeguatamente, noi ragazzi siano comunque tenuti a votare, esercitando così un nostro diritto, ma anche un dovere».

Tra coloro contrario all’idea di recarsi alle urne è idea condivisa che in Italia non ci sia nessun partito valido che guardi agli interessi dei giovani e che non vi sia tra i politici un uomo di cui fidarsi pienamente.

Inoltre citando uno degli intervistati: «La scuola non fornisce ai ragazzi i mezzi necessari per creare una propria idea politica, inoltre studiare solo ed esclusivamente la storia antica, e non l’attualità, non permette agli studenti di decidere e di votare in modo consapevole».

Abbiamo infine posto ai ragazzi oggetto del sondaggio un secondo quesito, riguardo l'idea di estendere il voto ai sedicenni. Nessuno fra gli studenti interpellati è d’accordo in quanto «già noi diciottenni ci troviamo in difficoltà nel decidere chi votare - dicono - figurarsi ragazzi ancora più giovani di noi».

Nonostante i risultati più che positivi del sondaggio, che attestano un grande interesse in ambito politico, è preoccupante l’idea condivisa che la scuola non formi adeguatamente coloro che dovranno essere protagonisti nel futuro del nostro paese, ma come possono esserlo se non vengono fornite loro le conoscenze adeguate e la preparazione adatta allo scopo? Forse questa domanda dovrebbe porsela chi ha i mezzi, e soprattutto il dovere, di risolvere il problema. —

Samuel Benetti

Carlotta Calò

Giulia Cavani

Kevin Conoscenti
 

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