Fallimento C.G.C. Dirigenti stangati e maxi risarcimento
La corte di Appello di Bologna ha confermato le condanne dei due amministratori che hanno concorso alla bancarotta della C.G.C., azienda edile molto nota a Carpi che nel 2009 venne fatta fallire dopo essere stata acquistata dalla società Cogema. I giudici di secondo grado hanno infatti condiviso l’impostazione del tribunale di Modena ribadendo la condanna 4 anni per E.S., amministratore carpigiano e a 5 anni e 6 mesi per L.M., che di Cogema era amministratore e anche socio. Stando alla ricostruzione effettuata, Cogema “svuotò” in poco tempo il patrimonio dell’impresa edile carpigiana, effettuando anche un trasferimento di soldi quantificato in 4 milioni di euro. Una strategia che in poco tempo portò C.G.C. a non poter più reggere l’impatto del mercato fino alla dichiarazione di fallimento, attivata nel 2009 con l’ovvia perdita di alcuni posti di lavoro. Il fallimento, con curatore la dottoressa Francesca Bucciarelli, ha chiesto al giudice di potersi costituire parte civile, incaricando l’avvocato Michele Jasonni, ieri presente alla lettura della sentenza d’appello. «Sono molto soddisfatto di com’è andata - dice il legale di parte civile - I giudici hanno anche confermato, oltre alle condanne, i due milioni di euro di provvisionale». —
F.D.
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