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Modena. Liceo Corni, 25 anni e non sentirli Come è cresciuta la scuola dei perché

Lorenzo Tardini Sofia Taurino Manuel Verzola Tommaso Zoboli
Modena. Liceo Corni, 25 anni e non sentirli Come è cresciuta la scuola dei perché

Un compleanno importante per l’indirizzo di scienze applicate: «Ancora più di prima la teoria entra nei laboratori»

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Il venticinquesimo anniversario del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate Corni è stato l’occasione per sottolineare come, nella sua seppur giovane storia, la scuola modenese si sia resa protagonista di un processo evolutivo in termini di didattica e di risultati ottenuti dagli studenti. Tra i punti di forza della struttura di via Leonardi Da Vinci va sottolineata la presenza al suo interno di una ricca biblioteca, parte del circuito BiblioMo, piattaforma digitale tra le biblioteche di Modena e provincia.

Fiore all’occhiello dell’istituto è poi il suo ampio Auditorium, teatro di incontri “amichevoli” con scrittori in occasione della presentazione dei loro libri, di laboratori-spettacolo in lingua inglese e di conferenze su importanti temi scientifici.

Il Liceo Corni è la scuola delle “mani in pasta”: i laboratori didattici sono da sempre una forte attrattiva per i nuovi iscritti, forti delle loro coinvolgenti attività che permettono di sperimentare dal vivo quanto appreso in classe. Pure le materie umanistiche trovano i favori del pubblico grazie ai progetti di ricerca storica, all’esperienza del giornalismo scolastico e alle uscite didattiche a tema letterario. Tutto ciò offre ai diplomati la possibilità di intraprendere carriere universitarie ad ampio spettro anche in varie parti del mondo.

Se in passato gli studenti erano soprattutto di sesso maschile, ora sono equamente distribuiti per genere, e per lo più hanno risposto bene all’impostazione didattica della scuola con un aumento esponenziale delle iscrizioni ed un calo degli abbandoni nei primi anni. Basti pensare che, agli esordi, il liceo contava solo tre sezioni contro gli attuali numeri ben più alti.

Quale migliore testimone di questo successo di un ex studente, tra i primi diplomati del Corni, oggi docente presso la sua stessa scuola?

Il professore di biologia Luca Fantoni ha rilasciato un’intervista sul suo primo anno dietro la cattedra della scuola frequentata.

Professore, come si è trovato ad insegnare presso la scuola che l’ha vista crescere come studente?

«Ho iniziato quasi per caso. Dovevo prendere servizio presso un’altra scuola, ma a causa di un infortunio alla gamba sono stato dirottato presso il Corni. E’ stato un vero colpo di fortuna».

Quale considera la conquista più grande della scuola di oggi rispetto a quella da lei frequentata come studente?

«Sicuramente la separazione dei ruoli tra il docente di chimica e quello di biologia nonché tra quello di fisica e quello di matematica».

Cosa ricorda con piacere dei suoi anni da studente?

«Le ore passate in laboratorio di scienze naturali. Era l’occasione che tutti aspettavamo per mettere in pratica quello che avevamo appreso in classe. Oggi da professore di biologia cerco di tenere alto il livello di interesse nei miei laboratori».

Quale attività considera oggi interessante oltre alla materia che insegna?

«Sicuramente i percorsi informatici. Una volta si restava ad un livello molto teorico, mentre oggi si stanno esplorando sempre più i meandri della programmazione».

Come trova cambiata la sua scuola?

«La scuola negli anni ha forgiato sempre più la sua identità di Liceo scientifico delle Scienze Applicate raggiungendo dei livelli di specializzazione dei temi tipici di questo indirizzo differenziandosi dal ramo tecnico con il quale in passato tendeva a sovrapporsi per alcune aree».

È evidente come il valore di questa scuola, testimoniata anche da chi ha rivestito il duplice ruolo di studente e docente come il professor Luca Fantoni, è confermata dai molteplici aspetti esposti. Appare chiaro come il Liceo Scientifico Corni, rappresenti oggi un’eccellenza nel panorama delle scuole di Modena e Provincia, unica nel suo genere e capace di appagare la curiosità dei ragazzi sempre più bisognosi di sviscerare i problemi e studiarli alla fonte trovando risposte a tutti i loro “perché”.

Il merito va a chi ha creduto in questo modello contribuendo allo sviluppo di una scuola “accattivante” agli occhi degli studenti che, una volta iscritti, hanno potuto solo confermare la validità della propria scelta. —

Lorenzo Tardini

Sofia Taurino

Manuel Verzola

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