«Aimag, il Comune è in forte ritardo Si lascia sfuggire Unieco Ambiente»
Pescetelli (Carpi Futura), Medici (M5S) e Pivetti del comitato «Sul tema un grave silenzio: che si faccia il gioco di Hera?»
«Aimag continua a essere il piccolo villaggio di Asterix tra Hera e Iren». Parola della capogruppo del Movimento 5 Stelle Monica Medici, che, insieme a Michele Pescetelli (Carpi futura) e Giliola Pivetti per il comitato che si costituì alla fine del 2017 per promuovere il referendum “a difesa di Aimag”, scende in campo a difesa della multiutility”. I tre hanno espresso grande preoccupazione per la mancata discussione in Consiglio e “il fortissimo ritardo” nell’iter di partecipazione di Aimag alla gara per l’acquisto della Divisione Ambiente di Unieco.
«PREOCCUPAZIONE »
«Noi siamo d’accordissimo sull’acquisto da parte di Aimag della parte sana di Unieco. E, al tempo stesso, riteniamo sia un’anomalia convocare questa conferenza perché il Consiglio discuta prima che scadano i termini per la gara. Non abbiamo in mano nulla, mentre altri Comuni hanno già deliberato. Le banche, inoltre, hanno sempre creduto nella solidità di Aimag, non avrebbero difficoltà a concederle i finanziamenti necessari. Ma serve tempo. Il comitato vigila e ora in giunta, rispetto al passato, sono presenti persone nuove con le quali è più facile dialogare». I Comuni del bacino Aimag che hanno già approvato la prima bozza di deliberazione sono: Concordia, Cavezzo, Bomporto, Poggiorusco, Moglia, Borgocarbonara, Borgo Mantovano, San Giacomo delle Segnate.
«PRESSIONI SUI SINDACI»
Medici, dopo aver ripercorso i dati di bilancio a conferma della solidità di Aimag e di Unieco Ambiente, ha ricordato le tappe dell’iter. «L’8 ottobre è stata aperta la procedura, il 28 il patto di sindacato ha votato favorevole all’unanimità. Il 28 novembre c’è stato il Consiglio delle Tda con i dirigenti Aimag, il 4 dicembre è stato pubblicato su Carpidiem un avviso di consultazione pubblica, fino al 14: in sostanza, si chiedeva un parere ai cittadini. Io condanno l’atteggiamento vile del Comune che non ha messo nessuno in grado di esprimersi non pubblicizzando l’atto. Il 16 gennaio è stata aperta la dataroom: da qui scattano i 75 giorni per presentare l’offerta». La scadenza è a fine marzo, quindi. «A febbraio non c’è nessun Consiglio - aggiunge Medici - Avanti di questo passo sarà impossibile partecipare, mentre Unieco è necessaria per potenziare il trattamento rifiuti a valle di Aimag. Sappiamo, poi, che qualche sindaco ha subito pressioni».
SQUALI E PESCIOLINI
«Siamo ancora alle prese con lo squalo (Hera) che tenta di inghiottire il pesciolino (Aimag), come da manifesto di qualche anno fa di Carpi futura - chiosa Pescetelli - Questa scelta ci fa diventare un pesce un po’ più grosso che fa navigare in acque più profonde? Pare di sì. Eppure in gennaio non c’è stato alcun momento di condivisione su un tema così importante. Non c’è capacità di programmare le scelte di cittadini e forze politiche».
Annalisa Arletti e Federica Boccaletti, capogruppo di Fratelli d’Italia e Lega, intervengono con una nota in cui riferiscono che dopo il consiglio delle Tda alla Loria «non abbiamo più ottenuto alcuna notizia da parte dell’amministrazione e del sindaco su una vicenda così delicata e importante. Non siamo nelle condizioni di svolgere il nostro ruolo di consiglieri, visto che nessun documento è stato ancora portato in commissione. Vogliamo vederci bene e andare in profondità per capire quali siano le reali potenzialità e le possibili minacce dietro a un’operazione di vari milioni di euro».
Immediata la risposta del sindaco Bellelli: «Dal punto di vista politico i Comuni soci hanno già espresso in modo chiaro la volontà di procedere all’operazione di acquisto di Unieco Ambiente, non a caso nei diversi Comuni si sono tenute commissioni consiliari per discutere il tema. Siamo in attesa del parere tecnico dei revisori dei conti, ricordo che questo parere è obbligatorio e aggiungo dal mio punto di vista, anche vincolante. Quindi si respingono con forza le ricostruzioni di parte delle minoranze. Ricordo che anche il Comune di Mirandola è in attesa del parere dei revisori». —
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