«Cara Amazon ti scrivo» Lettera dei cittadini alla multinazionale
SPILAMBERTO. Forti delle 453 firme raccolte in poco tempo tra i cittadini di Spilamberto che sono contrari all’insediamento a due passi dal paese del gigante del commercio online, i promotori della petizione tornano alla carica.
Questa volta si rivolgono direttamente alla responsabile italiana del colosso americano, Mariangela Marseglia, dal 2010 a capo della divisione che smista nel nostro paese milioni di pacchi. La ragione? Viene spesso indicata Amazon come titolare dell’investimento ma la multinazionale (e il Comune) non hanno mai ufficializzato nessun atto. Di qui la richiesta amichevole di un confronto diretto. Ci sarà una risposta? Di sicuro c’è solo il motto che la stessa Marseglia ha più volte citato: «Quando c’è la volontà, la strada si trova».
«Nel nostro Comune - scrivono tra l’altro Fiorella Artioli e Maddalena Vandini, coordinatrici del Comitato che si batte contro il gigantesco magazzino a Rio Secco - è previsto un magazzino di logistica, un complesso alto sino a 15 metri su 40 mila metri quadrati su una superficie complessiva di 126 mila».
Dopo il preambolo in cui ricordano la ricchezza delle attività del paese in campo agroalimentare, dal balsamico al nocino, affrontano il cuore del problema.
«La viabilità su cui si riverseranno ogni giorno 2.032 tra camion e furgoni in più rispetto a oggi - dicono in buona sostanza - è totalmente insufficiente. Le nostre infrastrutture, come documenta il Piano regionale dei Trasporti, non sono in grado di supportare questo volume di traffico a pochissima distanza dal casello di Modena Sud. Nelle nostre zone c’è il doppio d’incidenti dell’intera provincia di Modena. Ne vogliamo parlare insieme, pubblicamente?Aprirete la sede a Spilamberto o no?» —
S.C.
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