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Valli del Cimone, ordine di pagare per l’Unione

D.M.

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PAVULLO. Altro decreto ingiuntivo “mazzata” emesso dal Tribunale delle Imprese di Bologna per il caso Valli del Cimone. Dopo quello notificato a dicembre al Comune di Pavullo per la cifra di 121.713 euro, il giudice ha intimato l’apertura portafogli all’Unione dei Comuni, per un altro importo significativo, in questo caso in corso di notifica: 112.391 euro, più ovviamente gli interessi. Scontata anche qui l’opposizione alla richiesta, con incarico di tutela affidato allo stesso legale (Luca Ferrari di Bologna) su cui ha già puntato Pavullo come gli altri Comuni che hanno finora ricevuto le notifiche: Fanano, Sestola e Montecreto, per 25-30mila euro ciascuno. Ma potrebbe esserci ancora una via d’uscita dalla crisi senza finire in Tribunale, con i tempi e le incognite che ne conseguono. Nei giorni scorsi il liquidatore Corrado Cavallini, con il supporto dell’avvocato Enzo Quattrini, ha condotto in porto la trattativa di cui aveva parlato la Gazzetta con un consorziato debitore privato per la corresponsione della quota dovuta al 70%: il socio ha ottenuto uno sconto del 30% in cambio di un pagamento celere. Ed è quello che potrebbero ottenere anche i Comuni per chiudere la sofferta partita: nell’assemblea convocata a metà febbraio Cavallini formalizzerà la proposta, su un debito del consorzio che si aggira sui 900mila euro. «In questo modo - nota Cavallini - cesserebbe la materia del contendere, e i Comuni eviterebbero di incamminarsi su una strada incerta e rischiosa». —

D.M.

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