«Riusciamo a soddisfare soltanto un terzo delle richieste di chi ha bisogno»
Giuseppe Desco è il delegato provinciale dei Comuni modenesi «Le persone più generose sono quelle con più problemi di salute»
l’intervista
«Un supporto per chi riceve e per chi dona». Giuseppe Desco è il delegato per Modena e provincia del Banco Farmaceutico. Attiva dal 2003, la sezione provinciale della Fondazione Onlus si basa sul volontariato. «Ogni volontario dona liberamente alcune ore nella Giornata di Raccolta del Farmaco», riconosce Desco. L’impegno nasce però mesi prima. «A Modena lavoriamo fin dall’autunno per l’organizzazione della Giornata – spiega il delegato provinciale –. Non so quantificare in ore, ma sono proprio tante e non riusciamo mai a fare tutto quello che vorremmo fare».
La passione li spinge a essere intermediari in prima linea. Da un lato, le farmacie che partecipano alla raccolta. Dall’altra, gli enti assistenziali a cui vanno destinate le confezioni di medicinali. «Per gli enti questi farmaci donati sono importantissimi – aggiunge Desco – perché sono un supporto concreto alla loro missione». Il supporto è contagioso. L’apporto alle persone in difficoltà lascia due tipi di traccia. La prima si attiva negli organismi di coloro che ricevono i farmaci. La seconda compare invece nell’animo di chi dona. «I farmaci donati sono importanti anche per i donatori – prosegue il delegato del Banco Farmaceutico –. Vengono in farmacia per i propri problemi di salute e s’immedesimano in chi ha i medesimi problemi, ma non ha la possibilità di comprarsi le medicine necessarie».
In tal modo, anche il grazie diviene multidirezionale. Ringraziano i volontari per i doni dei farmaci. Ringraziano gli enti assistenziali a cui sono destinate le confezioni. Ringraziano le famiglie a cui sono donate. Ringraziano i donatori. «Spesso uscendo, mentre ci lasciano il farmaco donato, ci ringraziano per aver potuto compiere questa azione», afferma Desco. Chi sono i donatori? Sono più giovani o anziani? Donne o uomini? «Un profilo di donatore non esiste proprio», la risposta del delegato provinciale. Scavando un po’ più a fondo si apprende che gli anziani sono in prevalenza «ma solo perché è la categoria di persone che maggiormente frequenta le farmacie». A grandi linee, Desco si sente di affermare che «fra le categorie più richieste (e quindi più donate) ci sono antinfiammatori, antipiretici, analgesici e sedativi per la tosse. Tutti rigorosamente da banco».
I farmaci sono diversi e sono stati “normalizzati” per giungere al totale di 46.451 confezioni donate negli ultimi 17 anni. «Come confezione s’intende una scatola da 20 pastiglie, una scatola da 10 bustine o uno sciroppo», rivela il delegato provinciale del Banco Farmaceutico. Nel 2020 è stato già superato il record delle farmacie aderenti, passate da 26 a 42. Allo stesso modo, gli enti assistenziali coinvolti hanno raggiunto nuovamente il picco di 18. L’obiettivo dichiarato diventa quindi «superare il record» di 3.586 confezioni, raccolte nel 2011. Senza dimenticare che non tutte le domande trovano risposta. «Indicativamente siamo riusciti a soddisfare circa un terzo delle richieste degli enti», ammette Desco. La frontiera è fare meglio. «La soddisfazione più grande è rendersi conto che c’è un mondo di bene – conclude il delegato provinciale – A volte sembra che la società odierna sia caratterizzata da tanto egoismo. Sto conoscendo tantissime persone che, nel loro piccolo, lavorano con entusiasmo alla costruzione di una società migliore e da loro sto imparando tanto». —
G.F.
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