Coronavirus, calcetto, ping pong e corsette per i modenesi in quarantena
A riferirlo sono alcuni degli italiani in quarantena rientrati ieri da Wuhan, la regione focolaio del Coronavirus. Il gruppo, che ha accesso a tutte le aree delimitate nell'arco di un perimetro sorvegliato dai militari, viene sottoposto a controlli della temperatura per tre volte al giorno.
MODENA. Partite di calcetto, sfide al tavolo da ping pong e piccole corsette all'alba intorno al campo da calcio. Sono cominciate così le prime ore dei 56 italiani in quarantena dopo il risveglio nel Centro olimpico della città militare della della Cecchignola a Roma.
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A riferirlo sono alcuni degli italiani in quarantena rientrati ieri da Wuhan, la regione focolaio del Coronavirus. Il gruppo, che ha accesso a tutte le aree delimitate nell'arco di un perimetro sorvegliato dai militari, viene sottoposto a controlli della temperatura per tre volte al giorno.
«I militari sono molto gentili e con un semplice cenno ci fanno capire quali sono le zone che non dobbiamo oltrepassare. Loro giustamente non partecipano minimamente alle nostre attività sportive semplicemente perché sono in servizio e non possono - spiega il 45enne modenese Michel Talignani, tra le persone rientrate ieri da Wuhan - Per noi, invece, l'unico fastidio è dover usare le mascherine durante l'attività fisica e con il fiatone non è il massimo. Entro la fine di questa quarantena proveremo ad organizzare, quando tutto sarà finito, una partitella amichevole di calcetto 'militari contro appestatì», dice sorridendo Talignani.
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