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Caso dehors, Morelli sarà processato Il Comune è parte civile, le negozianti no

F.D.

L’ex vice sindaco dovrà rispondere di tentata concussione. Udienza il 30 aprile. Curiosità per la lista dei testimoni

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Il giudice dell’udienza preliminare, Eleonora Pirillo, ha deciso: ci sono gli estremi perché l’ex vice sindaco Simone Morelli venga processato per tentata concussione. Lo ha stabilito ieri, dopo essersi ritirata al termine di una tesissima discussione a porte chiuse. Si tratta di uno dei filoni d’indagine dell’inchiesta “Mangiafuoco”, eseguita dai carabinieri di Carpi e che ha proposto uno spaccato discutibile su certi ambienti cittadini. Molte delle risultanze sono state archiviate, non sono stati considerati potenziali reati, ma la tentata concussione rimane in piedi così come la tentata diffamazione per la quale, però, non c’è ancora un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione per i due indagati (lo stesso Morelli e un ex attività della Lega).

L’udienza davanti alla dottoressa Pirillo è stata molto accesa. Il pubblico ministero, Claudia Natalini, che ha coordinato le indagini dell’Arma, ha ricostruito tutta la vicenda dehors, a partire dalle presunte minacce ai danni di due negozianti che si stavano opponendo ad un nuovo regolamento sui gazebo estivi a difesa delle proprie vetrine confinanti. «Mi aveva chiesto di ritirare la seconda raccolta firme cui mi stavo dedicando. In cambio, mi garantiva che nessun tavolo sarebbe stato messo davanti alla vetrina del mio negozio», ha raccontato più volte Rita Frigieri, titolare dell’omonima profumeria, affiancata nella battaglia dalla dottoressa farmacista Eleonora Di Iorio.

Le due commercianti, però, non saranno parte civile al processo: hanno scelto di non costituirsi come persone offese. Chi ci sarà è invece il Comune di Carpi, rappresentato dall’avvocato Luca Scaglione, che punterà a tutelare il municipio nel proprio ruolo istituzionale di simbolo della legalità.

Morelli, invece, che ieri era in aula ed è apparso piuttosto sereno, è rappresentato dall’avvocato Giovanni Gibertini. Il suo legale ha tentato a lungo di convincere il giudice ad emettere una sentenza di non luogo a procedere, ribadendo il corretto operato di colui che in quel momento aveva anche le deleghe a Commercio e Attività Produttive.

Per prima cosa Gibertini ha voluto dissipare un sospetto: Morelli non ha mai agito per un fine personale e per agevolare l’amica del bar “La Macina”; in secondo istanza la presunta minaccia di cambiare il regolamento comunale non va interpretata come un fatto reale e concreto di pressione indebita; in terzo luogo ha rivendicato l’interesse pubblico dei dehors di cui è stato convinto sostenitore. Argomenti che non hanno convinto il giudice.

Si tornerà in aula il 30 aprile per l’inizio del processo. E in quell’occasione le parti saranno chiamate anche a depositare la propria lista testimoni. Una curiosità ulteriore per capire fino a che livello si vorrà alzare lo scontro pubblico del dibattimento, dal momento che le intercettazioni hanno offerto uno spaccato di altissima tensione interna nella prima Giunta guidata dal sindaco Alberto Bellelli. Di sicuro tra i testimoni ci sarà anche il capitano dell’Arma, Alessandro Iacovelli, il cui comportamento è stato più volte stigmatizzato in udienza preliminare. —

F.D.

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