Gazzetta di Modena

Modena

dopo il furto a ravarino 

Fucile rubato in auto Ritirato il porto d’armi «Non è stata sfortuna»

F.D.

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RAVARINO. Aveva parcheggiato la sua auto nel posteggio privato di un poligono di tiro nel bolognese. Giusto il tempo di entrare, prenotarsi per poter sparare e tornare fuori a recuperare il suo fucile. Ma in dieci minuti qualcuno è entrato in azione e nonostante la vettura fosse chiusa non ha avuto problemi ad impossessarsi dell’arma, un Beretta Ase Gold, che era ancora scarica e smontata, 75 cartucce, un paio di cuffie e una giacca antivento.

Ebbene, a distanza di qualche mese dal furto, regolarmente denunciato, la vittima ravarinese si è vista negare dalla Questura il rinnovo della licenza del porto di fucile da caccia anche perché, nel frattempo, era stata denunciata per omessa custodia di arma. Contro il diniego il cacciatore, che vantava il porto d’armi dal 1976, ha fatto ricorso tramite l’avvocato Gian Luigi Pieraccini. Il suo legale ha ribattuto che non vi è stata negligenza perché l’auto era stata chiusa a chiave e lasciata in un parcheggio privato pochi minuti.

I giudici del Tar hanno dato un’interpretazione diversa. «Quella che può sembrare una sfortunata coincidenza, diventa una condotta poco diligente per chi deve rinnovare l’autorizzazione. Il ricorrente ha lasciato l’arma ben visibile dall’esterno, incustodita nell’abitacolo e si allontana per un periodo di almeno dieci minuti, tempo più che congruo affinché qualcuno se ne impadronisca insieme al munizionamento». —

F.D.

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