Gazzetta di Modena

Modena

Castelfranco Quella palestra dove gli anziani si allenano con la memoria

Alberto Poppi
Castelfranco Quella palestra dove gli anziani si allenano con la memoria

Iniziativa gratuita in collaborazione con l’Ausl e rivolta a chi ha superato i 75 anni Esercizi, giochi, organizzazione e racconti per vincere il decadimento cognitivo

2 MINUTI DI LETTURA







Allenare la memoria, stimolando l’attenzione, il linguaggio e i sensi: sono questi gli obiettivi delle “Palestre della memoria”, luoghi dedicati alle persone over 75 dove vengono offerte attività settimanali gratuite, condotte da volontari formati.

Il progetto, nato dalla collaborazione tra AUSL e Unione dei Comuni del Sorbara, conta otto Palestre (San Cesario sul Panaro, Bastiglia, Piumazzo, Gaggio oltre a due a Castelfranco e Nonantola), conta oltre 50 volontari, accogliendo circa 200 anziani ogni anno.

L’esperienza avviata sei anni fa presso il centro sociale “I Saggi” di San Cesario è il modello di riferimento.

Oltre gli aspetti cognitivi è possibile organizzare iniziative dedicate alla promozione di un’alimentazione sana e un’attività fisica adeguata, grazie alla collaborazione con i professionisti sanitari. «La ricaduta sociale di questa iniziativa – evidenzia Nadia Caselgrandi, assessore al Welfare – è la miglior risposta alle fragilità, anzitutto degli anziani. Con integrazione e socializzazione si aiutano le persone a riprendere fiducia in sè stessi, a riprendere in mano gli aspetti fondamentali della vita».

In una società che tende ad annullare certe categorie, le palestre uniscono i vari saperi del quotidiano, valorizzandoli e tenendo conto delle individualità. Sono le nuove indispensabili reti di solidarietà e relazione».

«Un’amministrazione pubblica - continua Caselgrandi, dev’essere soprattutto una regista che promuove, accompagna e collabora. E non dobbiamo dimenticare che ci sono cittadini con tante aspettative, desiderosi di vedere esaltato il loro senso di appartenenza alla comunità».

«Il ruolo del volontariato – ammette – è fondamentale, propone nuove forme a copertura di ciò che manca, e la supervisione istituzionale fa contaminare reciprocamente le associazioni coinvolte, che interagiscono tra le necessità individuando le soluzioni. Perchè soltanto di recente è maturata la consapevolezza sull'importanza di iniziative rivolte ai “diversamente giovani”? Parallelamente al progresso scientifico è cambiata sostanzialmente l’aspettativa di vita. È un orgoglio per la nostra società, che comporta però problematiche nuove, soprattutto da quando si è cominciato a parlare di quarta età. Proponiamo iniziative volte a rendere gli anziani sempre più attivi e partecipi, dalle attività psicomotorie alla “metropolitana pedonale” per passeggiare in compagnia, alle tutele sanitarie innovative di gruppo. Puntiamo a lavorare sulla prevenzione e siamo ampiamente ripagati. I non-giovani si impegnano a loro volta in attività di volontariato e interagiscono attivamente. Rappresentano al meglio il concetto di fare comunità: una popolazione più attenta, solidale, coesa, arricchita ed empatica. E sapere che gli altri possono stare bene migliora anche noi, ci fa capire che la sinergia è indispensabile per migliorare la qualità della vita. Consentono inoltre un cospicuo risparmio di risorse che possono essere utilizzate in altre iniziative. Sempre restando sul tema delle palestre credo che siano davvero un volano per molte attività che abbiamo già in cantiere». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google